
Osservo le opportunità viaggiare dinanzi a me
come velieri di passaggio che danzano sfiorando le onde del mare,
lenta la loro danza quasi meditativa
per gli osservatori con animo sensibile.
Rifletto su quel che è stato e non tornerà
sento avanzare la nostalgia per una giovinezza non pienamente vissuta,
ricordi oltrepassano l’orizzonte balzando d’improvviso davanti a me
come gabbiani felici volano dal passato al presente.
Ricordo il tuo sorriso e i tuoi occhi troppo belli per diventare miei,
i tuoi acronimi per dirmi che mi volevi bene,
il tuo essere così perfetto e sconosciuto…
passò un onda e ti portò via da me
e mi ritrovo qui malinconicamente
a ripensarti come un ragazzo attraente
troppo preso dai suoi obbiettivi per pensare a quell’anima che avevi catturato,
rimane un profumo marino del tuo passaggio,
navigatore solitario tra le onde dei miei ricordi.