
Ho costruito una realtà di secondo ordine, così reale da sembrarmi più dura dei sassi che stringevo in mano, più dolorosa di uno spillo che ferisce la pelle, così segretamente mia, da volerla condividere per non rimanerme l’esclusiva custode. Una realtà che mi accompagna quando sogno la sera e quando mi sveglio al mattino e mi sento estranea a quel corpo e a quella stanza e precipitosamente torno alla realtà della vita quotidiana, dolce fuggire da essa volando sul tappeto dei sogni. Rimango sbalordita davanti alla mia capacità creativa: invento le emozioni, stabilisco aspettative, formulo pensieri, interferisco negli eventi che mi accadono, consapevole di non subirne semplicemente gli effetti e le conseguenze, ma di esserne la diretta artefice! Meglio esserne consapevoli, per non limitarsi ad osservare il proprio film prodotto, la propria vita, siamo noi gli attori delle scene sociali quotidiane che viviamo e produciamo e ne siamo conteporaneamente i registi!