
Al di là di questa distesa impervia verde, dove il mio sguardo vede sfumare la roccia con il sole, sento che tu mi osservi con il tuo saggio sguardo e mi incoraggi con la tua calda voce, augurandomi buon cammino. Ti sento vicino, riesco a sentire i tuoi passi dinanzi a me e il tuo battito intercalare il mio passo, mentre felice osservo quella meraviglia creata da Dio. E le marmotte mi avvertono che tu sei lì accanto a noi e mi ricordano quanto amore hai trasmesso: devozione per la montagna, rispetto per gli animali, costanza e coerenza nei nostri impegni quotidiani, gioia di camminare assieme, ogni giorno. Vorrei non avere incertezze, né paure, vorrei sentire forti le mie gambe mentre mi aggrappo alla montagna, ma mi spaventa un pò quest’altura e quelle rocce lisce. E ripenso a quando sono scivolata mentre camminavo con gli scarponi consumati su quella dannata pista da scii, il malleolo aveva ceduto e tu ne eri rimasto dispiaciuto! Amo queste montagne, con il sole e con la pioggia e ringrazio il Signore per avermi fatto incontrare un maestro di vita così forte e tenace. Chi lo ha incontrato ha acquisito una parte di lui dentro sé, per sempre. C’è il tuo sguardo nei miei occhi che scrutano le cime delle montagne in cerca di caprioli, c’è la tua voce che risuona dentro me con parole di fiducia, ci sono i valori che mi hai trasmesso nella guida delle mie scelte più importanti. Sei la nuvola più alta che mi osserva in questo momento, ad un passo da me, ma così bella e trasparente da non accorgersi della tua presenza. Avresti potuto esserci nel momento più importante della mia vita per incorniciare un sogno, ma te ne sei andato prima, senza preavviso, ironicamente caduto tra le braccia di quelle montagne che hanno accolto il tuo passo per anni. Hai salutato questa vita terrena in un modo a noi incomprensibile ed hai lasciato ognuno solo a fare i conti con la tua non presenza che è diventata una guida costante per noi e un ricordo perenne. Chissà quante cose avremmo potuto dirci e fare ancora assieme, beh tu guardaci da lassù o da quaggiù, chissà dove sei e manda qualche suggerimento a noi, mentre in silenzio ascoltiamo il fruscio del vento fresco che profuma di vita e di legno tagliato.

Trovare un senso per non perdersi nel ricordo
In queste parole c’è tutto quello che ogni Selvatico e ogni persona che ha incontrato il caro P. Filippo si porta dentro ogni giorno… grazie per lo spazio e le parole che gli dedichi e che ci aiutano a ricordare ogni giorno un pezzetto di lui e dei suoi insegnamenti.