
Ho respirato dei sogni nell’aria fresca profumata di neve, immaginando di realizzarli con coraggio e fiducia, anche se avere fiducia è un pò come morire, o almeno non ascoltare quella parte conservatrice che rassicura e respinge il cambiamento
Ho capito di andare bene così anche se non vado bene ad altre persone e che gli altri vanno bene così, anche se possono non andare bene a me
Ho conosciuto persone straordinarie per la bellezza del loro sguardo, mentre comprendono il mio e si avvicinano al mio mondo
Ho riletto delle relazioni come dono di Dio, incontri divini con menti giocose credenti nella bellezza della diversità
Ho ricominciato a credere nella leggerezza del pensiero positivo che mi porta ad amare un fiocco di neve caduto inatteso sulla mia mano mentre sono intenta a partire, mi fa contemplare il Sassolungo trasformato per l’occasione in un morbido pandoro, mi fa sentire padre Filippo camminare al mio fianco mentre ci avventuriamo alla scoperta delle cascate perdute ed i passi pesanti sprofondano nella neve
Siamo noi che decidiamo come trasformare l’esperienza vissuta assieme, in un quotidiano impegno verso l’apertura all’altro
Siamo noi che possiamo trasformare la nostra vita in poesia, soprattutto se c’è stata data una seconda possibilità per vivere e rivedere negli occhi l’amore delle persone care
“Ti sono vicino e ti capisco”: parole magiche che possono trasformare un intima paura, in un desiderio condiviso di incontro.

Splendide parole…la difficoltà a comprendere, ma tanta speranza nella cose più semplici…