
Sento la tua voce che accompagna questo momento, mi culla e si confonde con il mio canto
sento quella strana voglia di ascoltarti, di sentire cosa vuoi dirmi, anche se avrò difficoltà perchè c’è troppo vento per capire bene cosa stai dicendo
provo ad ascoltare in silenzio il nulla ma sento solo una voce lontana
non provo niente, mi convinco, non conti niente, ripeto, stai solo mentendo, rispondo
va bene: mi arrendo a te, alle mie emozioni, a tutto il tuo mondo dipinto nel mio, ai tuoi occhi con i quali mi relaziono agli altri, alla tua simpatia che è diventata mia, alla tua gioia per le cose, al tuo essere semplicemente quello che sei stato per me, in tutti questi anni, in tutti quei momenti in cui mi hai permesso di essere me stessa, anzi di essere tutte le mie più diverse identità
ho capito, sei come un arcobaleno, che si può osservare, si può guardare, si può anche disegnare, ma non si potrà mai catturare veramente per portarlo con sè