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Archive for aprile 2009

un-pezzo, una delusione

Avevo chiesto niente imprevisti, cara neve e mi hai ascoltato, sono felice e soddisfatta, ma un pò di santa pace era proprio qualcosa da scartare?

Selva dà e Selva toglie, dona amore ed entusiasmo di nuovi incontri, poi decide quando allontanare le strade dei tuoi amici,

non posso controllare le strade percorse da altri, nemmeno i loro cuori o i loro pensieri,

ho bisogno di cambiare specchi, troppo distorta l’immagine che mi viene rimandata.

No grazie, non concepisco una simile relazione.

Eppure c’erano tutti i segnali fino da principio, ma non li ho ascoltati: stessa città, stessa dolcezza, stessa cadenza e solo dopo anni mi accorgo della somiglianza, quella tragica consapevolezza di avere di fronte un pezzo di carta che si aggira per la città inquinata con scritto in testa solo poche lettere, quante basta per cancellare tutto il resto. Nient’altro acquista senso al di fuori di quelle quattro, cinque lettere. Sei un pezzo di carta da scrivere a seconda delle curve che vedi di fronte, e ti dipingi di arancione o verde a seconda del quadro che hai a disposizione. Esagero, dici, faccio la tragica aggiungi, scusa se non sono come te.

Invidia, rabbia, gelosia, rabbia e di nuovo rabbia,

perchè non sai porti per quello che sei fin dall’inizio,

per preferire un oceano di falsità a ondate di verità,

sei solo e lo rimarrai sempre, se gli altri ti servono da soprammobile,

sei illuso di non esserlo più, ma non è vero.

Vieni incontro agli altri finchè pensi possano essere preziosi, per il tuo benessere, poi li lasci andare e grazie di tutto!

Hai un insalata di parole che sciogliendosi mandano in fumo quello che eri, che pensavo che fossi e che ti sei ostinato a presentare.

Ma questa volta ce la posso fare a vederti per come sei e non per quello che avrei sempre voluto che tu fossi, avrei solo voluto saperlo prima…ora vorrei serenamente andare non inseguendo la tua ombra, non cercando una parola di supporto o un tuo consiglio, o un tuo saggio ascolto, egoista come non mai, bugiardo nel tuo desiderio di rispettare gli altri, non dici a te stesso che sei solo per te e per nessun altro!

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Oggi ho conosciuto un cacciatore, Gianni,

un tipo mimetico dalla forte stretta di mano,

i nostri cani giocavano saltellando, mentre noi due comunicavamo con le solite parole,

divertente e curioso vedere quel cane annusare costantemente a terra, mentre il mio saltargli sul dorso per giocare.

Ho mangiato il gelato più buono del mondo,

con la musica degli uccellini di sottofondo

e due occhioni che mi chiedevano un pò di gelato.

Una bella giornata di sole,

una di quelle in cui non puoi essere infelice.

D’improvviso mi accorgo che era sparita la rabbia,

altri giochi l’avevano occupata,

non vale la pena sperare che gli altri siano diversi,

si sprecano troppe energie e speranze.

Il momento più divertente è stato quando il mio dog stava, dignitosamente, facendo i suoi delicati bisogni sul marciapiede, estraggo gentilmente il sacchetto azzurro, per non interferire con la sua attività in cui è impegnato e sento in quel momento una macchina che si ferma in mezzo alla strada per guardarmi. chi era? la polizia municipale, che sperava di dare una bella multina. Ma io fiera di quella produzione artistica, la raccolgo, gli sorrido e continuo a passeggiare con il sacchettino a penzoloni.

è stato proprio divertente!

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lente gocce

Gocce di pioggia invisibili

vedo scendere a zig zag per poi incontrarsi, scivolando lente sul vetro,

cerco solo di non pensare al tempo trascorso assieme,

lo sento cancellato da una gomma gigante

che annulla i ricordi, lasciando solo piaghe aperte,

perso il desiderio di condividere ogni giorno,

di moltiplicare i nostri sguardi,

fuggente ormai ti percepisco e ti sento andare,

ti lascio coccolare tra il mare calmo della tua allegria cieca

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erba

Sto lasciando scorrere il tempo

così come viene, come sento,

ascolto il buio che rimbomba dentro me,

rompendo i miei specchi, le mie immagini,

così come credevo di essere.

Rimango sbalordita

per non trovare la via d’uscita…

solo il silenzio,

ora i tuoi passi sento perdersi nelle ombre del passato,

ascolto il loro rumore ripetitivo

mi spaventa

non vedo il tuo volto sereno,

sei solo un ricordo confuso che svanisce man mano,

mi stendo per non faticare i pensieri

tra l’erba verde e le mie speranze di tornare con te.

sei le radici di un albero che è sospeso nel cielo

a mezz’aria tra i miei desideri e le tue paure

di vivere pienamente la nostra storia spezzata dal vento della nostra rabbia,

respiri l’aria che produci

io non esisto, gli altri sono solo strumenti per il tuo benessere

e quando ti accorgerai di stare per cadere dal cielo

non ci sarò più

non ti accoglierò più coccolandoti con le mie parole,

non ti prenderò di nuovo in mano, non ti accompagnerò più,

troverai da solo il modo di ricominciare

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tramonto-toscano

Non sono esattamente come mi vorresti,

sfuggo ai tuoi tentativi di catturarmi,

sono sempre diversa da come ti aspetti

forse l’unico modo per sentirti vicino è quello di averti abbastanza lontano.

Ho bisogno di te in un modo inspiegabile,

nessun libro contiene un capitolo su noi due.

Sono con te quando

liberamente sento la musica entrare nei miei sogni e rendermi tranquilla,

ti sento quando assaporo attimi di solitudine e mi mancano i tuoi sguardi,

mi muovo liberamente pensando ai giorni passati casualmente cercando di adattarmi a quella nuova realtà vuota e piena di te,

ti sento lontano e per questo ho bisogno di te,

stasera incontrerò i tuoi occhi,

sentirò il momento troppo veloce per soffrirne

ascolterò il tuo respiro agitato mentre penserò

di essere ormai troppo lontana

sarò già via

e piango per le parole che non ti dirò stasera

per non ascoltarti

e sarò già lontana

un’ altro volto, un’ emozione nuova, ma senza di te…

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