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Archive for novembre 2009

Incontro d’anime

Mi hai guardato negli occhi, ti ho guardato negli occhi

e in quel momento un tonfo al cuore,

sapevo che volevi dirmi tante cose, anche solo per parlare,

ma non avevi voce, non avevi più parole,

solo Dio sa in quel momento cosa ho provato

quando i tuoi occhi si sono inumiditi

ed io non sapevo cosa dire,

ti ho stretto la mano rigida e curva,

me l’hai accolta con desiderio di incontro

e mi volevi dire qualcosa,

cercavo di leggere la tua mente,

capivo solo che eri triste per non poter comunicare

eppure quanto hai comunicato in quel momento!

E quella badante che ti trattava da scemo,

ma tu non sei così, ti meriti di più,

ma non puoi più parlare e il mondo ti taglia fuori.

Erano belli i bonsai, erano belli, lo so che avresti voluto farmene vedere altri,

tornerò cercando di non piangere mentre capisco la tua fatica

ma sei una persona, porca miseria! perchè ti trattano così?

i tuoi occhi hanno visto le atrocità nei campi di concentramento,

ora la tua parola non può più raccontarle.

Avrei voluto tanto comunicarti la mia vicinanza, tornerò, tornerò presto!

Dio solo sa quanto infinitamente vicino le nostre anime hanno chiacchierato, nel momento in cui i nostri sguardi hanno giocato a nascondino.

Tornerò presto per un nuovo incontro d’anime.

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Un giorno

Ci sarà un giorno in cui ascolteremo la stessa musica, quella che piace a te, vicini, senza altri rumori che ci disturbano, soli noi due, senza distanze nè parole finte

ci saranno le nostre voci che suonerano il pianoforte e toccheranno i nostri cuori nell’immediato senza mediazioni, senza progetti o promesse

nel qui ed ora io e te, soli con la musica e i nostri cuori

un giorno io e te

semplicemente vicini per ascoltare i rumori interni

per ascoltarci dal vivo nella stessa stanza

e andrà bene così, per quel momento come per gli altri

soli io e te…

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Decostruire i ricordi

Ancora quella canzone, con quella rabbia, quella musica che interrompe ogni pensiero

quante volte, quante volte ho avuto voglia di partire e lasciarti con le mani in mano

semmai fossimo rimasti assieme

giusto per il gusto di dirti addio in prima persona

lasciandoti solo con la tua solitudine bugiarda,

quanto avrei voluto farlo

per guardare il tuo viso che impressionato si spaventa

quasi si sveglia da quel torpore

da quella stupidità,

spero tu stia bene, ti ho cercato concretamente

con l’amaro della violenza segretamente vissuta,

urlo sommesso e impercettibile dentro me

che non vuole più venire fuori,

troppo tempo sprecato, troppo inchiostro,

parole pensieri gettati al vento senza senso

trovare un senso per capire chi sono

dopo che sei ruscito a sgretolare ogni mio sogno e senso di essere

strano, ancora tu, mi viene chiesto di ricordarti, perchè?

che ci fai ancora? cosa vuoi da me ricordo privo di vita?

sei nella mia gola, nella mia voce quando canto e muta il tuo nome in pianto

quando sento l’incubo sciogliersi perchè è troppo passato

è troppo decostruito

sono qui per ricordartelo, ma chissà se l’hai capito?

sento il sudore per il freddo che hai lasciato quando te ne sei andato

ma in realtà rido per tutto quel tempo perduto ad amare un riflesso di me stessa perduto nei tuoi occhi spenti.

ti sei dimenticato di me?

ma non c’è più quella musica

come faccio a cantarti ancora

con il tuo viso dentro i miei occhi mentre mi sforzo di pensarti?

Sei stato così abile a fingere di amarmi

sei stato così indefinibilmente nulla

apro le mani per dirti ancora rieccoti sgretolato tra i miei ricordi che ricostruisco per poterti reinventare e perdere ancora.

 

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Poesia e musica

Le note si trasformano d’improvviso in poesia, mentre la poesia diviene improvvisazione nella musica,

col pianoforte sento le tue emozioni sciogliersi in sala, mentre la platea rimane catturata dalla tua piccolezza,

anima sensibile e timida, curiosamente impaurita da tanta gente,

sento la tua angoscia, sento le tue emozioni che diventano mie

gocce di te che piangono dentro noi mentre leggi quelle poesie intonate alle tue note

e continui a suonare, immagini si alternano, prevale confusione tra la ricerca di verità e la paura della solitudine.

Ancora rivedo il tuo viso cimentarsi nella lettura, tuo padre c’era, anzi tuo papà,

era lì attravero i versi trasformati in musica.

Poi ancora poesia, altra autrice, altri versi, stessa improvvisazione,

che sollievo, un pò di pace, e vedo trasformarsi in gocce i ricordi della mamma,

mamma svanita troppo presto, per chi avrebbe potuto gustarsi la mamma

ma per la sua perdita,  non ha potuto godere neanche del papà.

Mi distacco senza rumore da tale sofferenza, non mi appartiene,

scavalcano dentro me interrogativi che cancello subito e mi lascio sentire

e mi lascio vivere con tutta quella poesia trasformata in musica e movimento.

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Ciao!

Vola alto il mio piacere di averti conosciuto per caso o per volontà, per niente o per sempre

come se fosse la prima volta che vedo quel sorriso

eppure ogni volta mi stupisce

come un totale sconosciuto possa entrare subito

senza esitare nella mia vita senza paura, senza pretese

incrocio di sguardi e di intese, regali di sorrisi ed esperienze.

Sgretolo la tristezza con la tua compagnia

e mi sento più forte per averti vicino, di nuovo più forte di prima.

Quell’entusiasmo di averti appena conosciuto ma di sapere come per intuito

che ti diverti con me

e in quel momento suoniamo la stessa musica e le nostre anime ballano insieme

e gli altri si accorgono del nostro accordo di armonici

tu pianoforte ed io semplicemente musica

quante volte ancora succederà di incontrare ed apprezzare l’altrui diversità.

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Sussurro d’anima

Sai quando un silenzio gioioso sussurra in te la felicità,

quando basta che guardi il cielo per capire che non pioverà

quando diventa così semplice sorridere e ridere

e non ti basta la grandezza del viso per contenere quel sorriso,

quando solo senti che stai bene e sei semplicemente innamorato della vita

o di te stesso, di quello che puoi dare senza nemmeno pensare

e una cosa capisci d’improvviso, di essere in realtà sempre stato deciso

di scegliere questa strada, proprio questa

con i suoi rischi e difficoltà ed io sono qua

per ridere di nuovo di me stessa e di quella che posso diventare

cigno aggressivo o acquila che sa volare:

vedo sotto chi continua a rimuginare su quel che è successo o poteva accadere

vedo gente che si perde per un niente ed io intanto continuo a volare con aria fresca che avvolge il mio corpo e intanto sorrido ed intanto esisto come voglio io come ho deciso

e mi invento di nuovo me stessa e mi invento di nuovo come abitarci in questo corpo, con questo spirito, con quel sussurro d’anima che fa vibrare la mia vita in ogni momento

e nuove consapevolezze lascio arrivare e si riparte con nuove stranezze, nuove conoscenze, nuovi abiti da indossare con quella nostalgia per il presente che sto vivendo e che temo scappi via

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