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Archive for the ‘briciole’ Category

Cantami ancora il ricordo di questa tortura…sembra di sentire il profumo di quella tristezza nera che ho provato dopo averti conosciuto a fondo, sembra quasi di poter tornare indietro, ma non lo potrò mai fare. Amo la tortura che mi hai dato quando ti ho incontrato per caso, assieme alla tua dolce spensierata ragazza vera del momento, quella stessa che mi ha allontanato per sempre da te. Passione annegata nel mare dei ricordi vedo sparire davanti a me, cancello con un pennello enorme tutte le inutili ribellioni d’anima che mi portano ancora a non riuscire a mandar giù niente…semplicemente inaccettabile sei e sarai sempre ai miei occhi. ed io chi sono stata per te? una spettatrice casuale delle tue dolci conquiste, giusto per ammirarti, giusto per capirti? capire cosa? le tue tendenze perverse? Dolce tortura sei ancora per me, ma perchè ti ho incontrato di nuovo e proprio con quella persona vera che se potessi annegerei anche lei tra i ricordi dei bei momenti trascorsi assieme. Acqua nera, sporca, terribilmente fangosa voglio lasciarmi scivolare via per sciogliere quel nodo che ancora mi porto dentro e che non si scioglie, non si scioglie. Non esiste cura, non avrei dovuto incontrarti ancora.

http://youtu.be/JRWox-i6aAk

 

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In fondo,
Arriva da lì…
Credo sia il passato che arriva
E bussa alla mia porta trasparente fatta di te

E non vedo il domani,
La primavera quest’anno non arriverà,
Solo un altro inverno che seguirà un altro inverno.
Urla forse urla di qualche persona, non solo la tua

Ma non urlare!
Non ti ascolto!
Sorridi o piangi
Non ti preoccupare, questa volta non ascolto le tue scenate.

Così non mi prendo seriamente in considerazione
Dolce ricordo che te ne vai…
non strillare
Ti ho appena spento.

Sorrido come un’omicida
Dopo averlo fatto
No, non trovo la via
E non sarai tu che mi aiuterai.

Sorrido come una conchiglia
Che sa che verrà presto portata via dal mare,
Verso dove non lo sa
Ma almeno un senso nel viaggio lo troverà

Non arriverà l’estate quest’anno
Resterà l’inverno della non consapevolezza
E sorrido ancora mentre vedo il mio viso allontanarsi
In fondo, laggiù, senza senso, senza meta, senza me e senza te, senza noi

Grazie a “Left Behind – Asaf Avidan”

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Divertente… credere di ballare su un dolce prato verde ed accorgersi di sgattaiolare dal cornicione, mentre il cuore impazzito fa tremare il grattacielo

divertente…abbassare lo sguardo e sentire un caldo liquido che avvolge tutto il corpo, dopo che il cuore, come un pomodoro viene lentamente tagliato a fettine sottili

divertente…continuare a guardare il cielo, nonostante sia sempre notte, aspettando che venga giorno e sapendo che non verrà mai

entusiasmante… capire all’istante di come certi eventi si ripetono senza senso, come se non fosse bastato quel che è stato

e l’ennesima primavera sboccia tra un fiore che nasce ed uno che muore, altalenando il bisogno di distanza e il desiderio di vicinanza, tra la vita e il desiderio, tra la morte del mistero

divertente tutto ciò, se solo riuscissi ad osservare tutto con distacco, come un consumatore di film al cinema, entrerei ed uscirei da quel sentire, da quella visione, da quella realtà virtuale

e va bene

fammi cadere! tagliami pure! oscura il mio cielo! fai cadere tutte le stelle! fammi rivivere le stesse paure! calpesta il mio giardino fiorito! avvicinati e poi allontanarti! diventa protagonista del mio film!

fallo pure! questa volta però non sarò da sola, c’è una rete così solida che mi farà giocare mentre rimbalzerò scivolando dal cornicione, una rete spessissima che raccoglierà tutto quel liquido rosso e riempirà quel vuoto che avrai lasciato, che terrà strette le stelle inventandone di altre, che manterrà il terreno solido mentre i fiori si rialzeranno, divertiti anche loro della danza del tuo passaggio, poi però la rete potrà anche catturarti se ce ne sarà bisogno, e tu, semplicemente, scomparirai dalla scena!

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Zombie

Scusa, non mi ero accorto che stavo camminando sopra di te, davvero, credimi, stavo così bene qui che non pensavo ci rimanessi male…

Scusa io se non sorrido mentre ti guardo sprofondare nella mia carne, davvero, mi passerà…

perchè siamo ancora qui a parlarne, avevamo deciso che avevo ragione io, ti ricordi?

Stupida speranda di cambiarti, illusione divenuta incomprensione

speri ancora di prendermi? di catturare il mio cuore? lo sai che correrò sempre più veloce di te e stiamo ancora qua a parlarne, a scriverci canzoni.

E tu? al margine degli incontri socialmente affidabili,

al limite della tristezza

speri ancora che serva soffrirci tanto? credi che non abbia mai visto quegli occhi persi di fronte al dolore? credi di essere l’unica ad essere rimasta sola?

smarrita dici di essere,

svegliati! apri gli occhi, nessun principe azzurro verrà a baciarti, devi svegliarti da sola, aprire bene le orecchie, ma soprattutto cambiare modo di pensare

scegli tu di soffrire, scegli tu di credere che sia necessario farne una malattia,

svegliati!

svegliati prima di far passare anni a raccontare a te stessa che devi stare male

e tu? svegliati! credi di bastare a te stesso, ma ti sei visto! Cammini come uno zombie, imprigionato dai tuoi pregiudizi sugli altri, non incontri sguardi, nè idee diverse…ma cosa pensi di ottenere?

e tu? lascia stare, non prendermi le mani, raccogli le parole cadute a terra, non preoccuparti per me, ti avevo già messo in soffitta

e tu? perchè mi guardi così? so benissimo come sei fatta, ti ho visto per come sei e tu hai capito chi sono io…allontanati se non vuoi parlare con la mia anima, non ho paura di quegli occhi giudicanti

e tu? ti ho portato ovunque, nei miei vestiti quando tornavo nel posto del dolore, ti portavo nella mia voce mentre vibrava di te, ti ho sentito nei miei baci mentre l’immagine di te non c’era più, ti ho portato sempre con te…dicono che sei finito male…capisco, anche tu tramutato in zombie dopo che le tue bugie hanno trasformato il tuo mondo di carta in cenere…

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Decostruire i ricordi

Ancora quella canzone, con quella rabbia, quella musica che interrompe ogni pensiero

quante volte, quante volte ho avuto voglia di partire e lasciarti con le mani in mano

semmai fossimo rimasti assieme

giusto per il gusto di dirti addio in prima persona

lasciandoti solo con la tua solitudine bugiarda,

quanto avrei voluto farlo

per guardare il tuo viso che impressionato si spaventa

quasi si sveglia da quel torpore

da quella stupidità,

spero tu stia bene, ti ho cercato concretamente

con l’amaro della violenza segretamente vissuta,

urlo sommesso e impercettibile dentro me

che non vuole più venire fuori,

troppo tempo sprecato, troppo inchiostro,

parole pensieri gettati al vento senza senso

trovare un senso per capire chi sono

dopo che sei ruscito a sgretolare ogni mio sogno e senso di essere

strano, ancora tu, mi viene chiesto di ricordarti, perchè?

che ci fai ancora? cosa vuoi da me ricordo privo di vita?

sei nella mia gola, nella mia voce quando canto e muta il tuo nome in pianto

quando sento l’incubo sciogliersi perchè è troppo passato

è troppo decostruito

sono qui per ricordartelo, ma chissà se l’hai capito?

sento il sudore per il freddo che hai lasciato quando te ne sei andato

ma in realtà rido per tutto quel tempo perduto ad amare un riflesso di me stessa perduto nei tuoi occhi spenti.

ti sei dimenticato di me?

ma non c’è più quella musica

come faccio a cantarti ancora

con il tuo viso dentro i miei occhi mentre mi sforzo di pensarti?

Sei stato così abile a fingere di amarmi

sei stato così indefinibilmente nulla

apro le mani per dirti ancora rieccoti sgretolato tra i miei ricordi che ricostruisco per poterti reinventare e perdere ancora.

 

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Sono senza parole perchè di nuovo ho sentito la tempesta che iniziava a dilagare trasformando ogni emozione in silenzio, vuoto, assenza di quello che vorrei. Poi mi giro e rivedo il tuo sguardo, sento quello che mi devi dire, sento quello che non dici, sento ancora che sei andato via. Sento le tue mani assenti sul mio corpo, sento che non ci sei come vorrei.

E mi rincuora l’idea di perderti, di non cercarti, di non soffrire per l’immagine di te che mi sono costruita con fantasia e ingegno. Ma torna di nuovo il silenzio, con le domande che non oso pormi per la paura di rimanere senza parole. Solo il sentire, senza ragione, solo il tuo nome, senza rancore.

Incomprensione divenuta rabbia, paura divenuta distanza, desiderio divenuto realtà, tra la lontananza e la vicinanza cerco me stessa osservandomi nei tuoi occhi ancora sconosciuti.

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chiudere

Ecco di nuovo, ma come fosse ancora la prima volta, le stesse sensazioni, le stesse paure di essere incompresa per tutto quello che posso dare, che sono, che voglio vivere

sento piovere fuori, tu sei sempre più lontano da me e non importa come ci sei arrivato, so che non puoi più tornare indietro, piove troppo, troppo, non ha più senso sperare torni il sole

sono sola sotto la pioggia,  piove dentro e fuori di me, guardo il cielo con gli occhi socchiusi e sento il freddo che torna e mi fa venire i brividi, intravedo il cielo nero senza luce,  morbido, bucherellato ma senza stelle

respiro per non soffocare, ma è troppo buio per rimanere così, ci sono cose che non possiamo sentir dire, neache da noi stessi, così chiudo l’orecchio interno, chiudo ancora laporta,

apro le mani e senza senso le chiudo sul viso

e non ci sono più briciole sul tavolo, nè ricordi da ricamare, parole da ricordare, lettere da ricucire, foto da riguardare

non ha più senso quello che c’è stato, si è ormai sgretolato tra le mie mani e si è perso in questa notte silenziosa, ma ricca di rumori per chi ha troppe parole da masticare

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