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Archive for the ‘chiusura’ Category

è ora di salutarti tra la pioggia e la tristezza di questa tempesta, è arrivato davvero il momento di dirti addio tra i singhiozzi e la polvere alzata da questo urlo di rassegnazione. e allora guardo il cielo grigio che cade goccie separate e lascio inumidire gli occhi con le lacrime dei ricordi che vanno scomparendo. Vanno scomparendo i ricordi di me e di te assieme, si scioglie il “noi” che avevamo costruito tra le mie mani sporche di terra. E rimane solo fango, fango che brucia, fango che rimane appiccicato ai ricordi che tentano di scappare per non soffocare. Urlo di rassegnazione per non piangere inutilmente dal dolore e mi lascio trasportare da queste onde che sommergono la mia casa, la invadono e la coccolano per l’ultimo viaggio nel passato.

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Ombra silente

Penso sia rabbia questo fastidio allo stomaco, questo senso di ingiustizia che mi fa pensare a te, presenza insolita nella mia vita,

sei bravo a presentarti gentile, affettuoso, paziente, come sei carino con chi conviene! sempre pronto a rispondere al bisogno, dolce quel che basta per convincere gli altri della tua bontà.

tu che non hai bisogno di me, non parli a nessuno della mia presenza,

e così passo per la cattiva e tu per il dolce agnellino, ubbidiente e disponibile, ma non con me.

Che posto occupo nella tua vita?se non parli di me a nessuno, io non esisto per te,

neanche al tuo migliore amico parli di me,

ma che carino che sai essere verso chi  ti può ricompensare,

come sei falso, chiuso, vorrei entrare in quella testa per dare una sbirciatina e vedere se tra le scarpe e l’egoismo c’è qualcos’altro lì dentro.

Scrivo a te che non hai scelto di essermi vicino, che ci sei finito per casualità

falso e ipocrita mentre sorridi e nascondi la rabbia.

Ora vivi solo, ti auguro ogni bene

ma non provare a conquistarmi con il denaro, non provare a fingere di volermi bene,

ma dove hai trovato quei mattoni per costruire quel muro che hai eretto tra me e te per tutta una vita?

tu sì che sei bravo, forte, coraggioso!

Auguri, rimani pure ombra silente mentre vivo la mia vita, non cercarmi ed io non parlerò di te e non ti chiederè niente, tu che non hai mai avuto bisogno di me

io che non sono mai esistita per te…

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ho spento la candela che mi avevi regalato, si, ieri, ho anche tolto le cornici, quelle di legno, si, quelle che erano appese, ho incorniciato il tutto di nero e ho spento i ricordi.

no no nessuna strategia, è solo la verità, quella che tu non hai mai detto, quella che neghi anche alle persone che ami.

Punti di domanda si scolpiscono sul mio cuore e non sarà il tuo lavoro che giustifica il tuo comportamento, nemmeno il mio spiega perchè ci siamo persi.

Quando la diversità diventa un problema e rimane solo aria di quella relazione che avevamo costruito gioiosamente, perde  senso l’intero mio mondo che girava intorno al tuo essermi presente, al tuo capirmi all’istante

come lo costruisci adesso?come pensi di tenertela?per quanto tempo funzionerà?poi non esisterà più neanche lei, poi tornerai al buio anche tu perchè hai seminato solo papaveri, belli rossi, ma alla fine cosa ti rimane?

le persone soddisfano i tuoi bisogni?oddio, forse qualcuno si, e gli altri? meglio perderli vero?

parlo al vento, parlo a noi, parlo a lei, parlo a chi non ha ancora capito un accidenti della costruzione di qualcosa di grande, di vero, di reale quanto il tetto che mi protegge

anni di parole sincere e poi via, bruciate come carte vecchie inutili

anni di giochi, di generosità, di ascolti perduti e di discorsi voluti per rendermi felice, per sentirti qualcuno di importante.

Ed eccoci qui, a salutarti, forse solo nella fantasia, ma la tua mente ormai è troppo impegnata, i tuoi impegni non hanno tempo per me, allora scriverò fine un milione di volte, lo scriverò anche su chi mi ha dato vere amicizie, veri istanti di pace, ma so che non basterà,

ci incontreremo presto nella mia fantasia dove è possibile rimediare a tutto, anche alle bugie

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un-pezzo, una delusione

Avevo chiesto niente imprevisti, cara neve e mi hai ascoltato, sono felice e soddisfatta, ma un pò di santa pace era proprio qualcosa da scartare?

Selva dà e Selva toglie, dona amore ed entusiasmo di nuovi incontri, poi decide quando allontanare le strade dei tuoi amici,

non posso controllare le strade percorse da altri, nemmeno i loro cuori o i loro pensieri,

ho bisogno di cambiare specchi, troppo distorta l’immagine che mi viene rimandata.

No grazie, non concepisco una simile relazione.

Eppure c’erano tutti i segnali fino da principio, ma non li ho ascoltati: stessa città, stessa dolcezza, stessa cadenza e solo dopo anni mi accorgo della somiglianza, quella tragica consapevolezza di avere di fronte un pezzo di carta che si aggira per la città inquinata con scritto in testa solo poche lettere, quante basta per cancellare tutto il resto. Nient’altro acquista senso al di fuori di quelle quattro, cinque lettere. Sei un pezzo di carta da scrivere a seconda delle curve che vedi di fronte, e ti dipingi di arancione o verde a seconda del quadro che hai a disposizione. Esagero, dici, faccio la tragica aggiungi, scusa se non sono come te.

Invidia, rabbia, gelosia, rabbia e di nuovo rabbia,

perchè non sai porti per quello che sei fin dall’inizio,

per preferire un oceano di falsità a ondate di verità,

sei solo e lo rimarrai sempre, se gli altri ti servono da soprammobile,

sei illuso di non esserlo più, ma non è vero.

Vieni incontro agli altri finchè pensi possano essere preziosi, per il tuo benessere, poi li lasci andare e grazie di tutto!

Hai un insalata di parole che sciogliendosi mandano in fumo quello che eri, che pensavo che fossi e che ti sei ostinato a presentare.

Ma questa volta ce la posso fare a vederti per come sei e non per quello che avrei sempre voluto che tu fossi, avrei solo voluto saperlo prima…ora vorrei serenamente andare non inseguendo la tua ombra, non cercando una parola di supporto o un tuo consiglio, o un tuo saggio ascolto, egoista come non mai, bugiardo nel tuo desiderio di rispettare gli altri, non dici a te stesso che sei solo per te e per nessun altro!

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Non voler essere un uomo solo
CERCA!
Non costruirti albero rigido su un isola deserta
COMUNICA!
Non tramutare in sorda corteccia elusiva, sorda e non curante degli altri, indifferente, non farlo
non farlo, anche se talvolta ti senti un coniglio indifeso di fronte a un leone affamato,
non farlo
ALZATI e VAI!
Non isolare la tua isola,
non sei un uomo solo,
a meno che tu non lo voglia
BUTTATI!
Ricordati che il mondo attende pazientemente una tua immersione in esso
LANCIATI!
Aspettano giusto te
aspettano i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, i tuoi ricordi,
gli altri aspettano di incontrarti, di amarti, odiarti, insultarti
e tu lasciali fare
ma difendi sempre te stesso
VALORIZZA CIò CHE HAI!
AMATI PER QUELLO CHE SEI!
Ascolta e rispetta il tuo cuore che ti parla, talvolta ripieno fino all’orlo di emozioni,
l’importante è che tu riesca a mantenere la giusta rotta in questa navigata turbolenta
e quando finalmente sarai entrato nel mondo e in esso perduto
INIZIA A CERCARE TE STESSO
a capire cosa vuoi, cosa ti manca
e non aspettarti di trovare subito risposte
perchè possono essere ingannatrici
ascolta quando i tuoi battiti aumentano folgorati di gioia,
ascoltali e prendili come mappa per il tuo cammino,
che ricorda non sarà mai inutile
e tu
non sarai mai un uomo solo!

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Sono semplicemente più bella di te, abbronzata, in forma, appena sfornata da una rivista di moda, perfettamente standardizzata, ma non me ne vanto, esco con te, facendo finta di non averci messo 2 ore per prepararmi e non voglio farti sentire a disagio, sono però sicuramente più socializzata e bella di te

Io ho solo un uomo e per questo sono superiore a te, perchè tu accetti e vivi la poligamia, quando anche i sassi sanno che non è naturale, è contro natura, so che i miei valori sono superiori ai tuoi, quindi tu non vali quanto me

Le tue usanze, i tuoi balli mi fanno ridere, i vostri modi di parlare mangiandovi le parole sono ridicoli, sembra che vi sputate a vicenda, l’italiano è più normale, mi rifiuto di parlare la tua lingua, è così ridicola, quindi stammi lontano

La mia religione è quella giusta, la sola rispettabile e la fonte di ogni mia certezza e sicurezza sul destino e la mia vita

La musica che tu ascolti è musica da sfigati, la mia musica rock è più musicale, è da persone normali

Il mio lavoro è molto più impegnativo e rispettabile del tuo, il tuo lavoro è da persone umili e non colte

La mia vita è superiore alla tua, perchè rispetto gli altri e non uso le persone, perchè gli altri sono preziosi

Io sono superiore a te semplicemente perchè tu sei diverso e per questo mi spaventi, rischi di mettermi in discussione

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Dottore, vede, sento di non avere vie d’uscita, quando avevo solo pochi anni sono stata maltrattata da mio padre e da allora vedo gli uomini solo come dei tiranni, non riesco a uscire da questo schema di relazione che si ripete sempre. Questo è la causa della mia attuale depressione, vede, non trovo niente di significativo in questa vita, non so come posso trovare la felicità e l’autorealizzazione. Mia madre pensa che tutti ce l’abbiano con lei ed io di conseguenza ho imparato ad avere paura di tutti e a sviluppare una qualche forma di sindrome paranoica che mi fa pensare che anche lei in questo momento ce l’abbia con me perchè la sto stressando. Non credo che possa essere produttivo venire da lei perchè ormai sono stata traumatizzata. Dice che solo un’analisi profonda di tutte queste cause passate potrà scardinare i miei sensi di colpa, derivanti da una fissazione allo stadio anale nel terzo anno di vita che mi comporta ossessioni multiple? Capisco, ma mi sento imprigionata, sento di non poter cambiare, oppure ci vorrebbero tanti anni, lei cosa ne pensa? Sono stanca, tutti mi deludono, il mondo intero è uno schifo, questa società di merda mi provoca tanti complessi e tanta insoddisfazione con le sue influenze subdole e telematiche. La mia vita sta tramontando verso orizzonti perduti, non riesco più a capire dove devo andare. Solo ripercorrendo assieme a lei le tappe e i traumi dell’infanzia, forse posso capire chi sono e quali sbagli ho fatto nel passato. Ma quanto profondo è questo iceberg? Quanti scavi devo attuare, per quanto tempo? Credevo di conoscermi, ma in realtà inconsciamente sapevo che dovevo rivolgermi a lei per cambiare, lei che possiede le chiavi d’accesso alla comprensione delle mie difficoltà quotidiane. A proposito, questa notte ho sognato che venivano i ladri in casa, cosa vuol dire? ah, la casa rappresenta la mia femminilità, il mio corpo, dice che ho dei problemi con l’altro sesso? Potrebbe essere, forse, beh, se me lo dice lei che è esperto, sarà sicuramente così. è strano perchè vengo da lei per avere delle risposte, ma lei non parla, dice che devo avere una sorta di illuminazione interiore. Non importa se ci vorranno degli anni, anche dieci anni, io sono disposta a fare un mutuo pur di essere felice fra 10 anni, lei mi dica cosa devo fare, si va bene, 3 volte alla settimana, ce la farò, pur di essere felice, un giorno. Mi sento comunque in scampo, fottuti i miei genitori che mi hanno traumatizzato, come faccio a proseguire nello sviluppo stadiale?

Mi scusi dottore, ma mi sente? Dice che anche lei rappresenta mio padre? Ma mi sta incastrando sempre di più, ogni cosa che le racconto si ricollega a qualche avvenimento passato o a qualche desiderio inconscio, ma dottore, come faccio a uscirne?Ah, devo imparare a conviverci, lei mi darà gli attrezzi per compiere scavi archeologici, ma io le avevo solo chiesto come essere felice

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