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Archive for the ‘critica’ Category

Havoc

Farò come se non fosse finita, fingerò di poter chiamarti per sentire come stai, magari in futuro riuscirai a perdonare quello che ho fatto e riuscirò a sciogliere la rabbia che sto sentendo per aver distrutto la nostra amicizia e tutto quello che abbiamo costruito insieme.

Non sappiamo cosa abbia fatto inziare questa lenta ed inesorabile distruzione, posso solo vederti affondare con la tua barca di speranze e parole di calore. Lascio che il mio occhio s’inondi di tristezza, un’altra volta, proprio adesso che sono felice, accetterò queste lacrime e forse aiuteranno anche te ad allontanarti più in fretta.

Non siamo più degni della vostra amicizia?Perchè nel smascherarci siamo stati noi stessi come con nessun’altro? è questa la nostra colpa?

Ma adesso saprò vincere con forza questa emozione, cercherò di non pensare a questa nuova distruzione perchè chi non riesce a capirmi nei miei sogni ed ad accettare scelte di vita diverse, come può ascoltare il mio cuore e accoglierlo vicino al suo?

Posso solo accettare e guardare da lontano questo incendio a cui abbiamo dato inizio insieme, sento l’odore della sconfitta, non siamo riusciti a capire quanto siamo preziosi con le nostre peculiarità. Non posso dare fuoco ai miei sogni, quindi per ora vi saluto mentre bruciano le foto di noi incantati dalla freschezza e giovinezza di quella che era la nostra amicizia.

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Zombie

Scusa, non mi ero accorto che stavo camminando sopra di te, davvero, credimi, stavo così bene qui che non pensavo ci rimanessi male…

Scusa io se non sorrido mentre ti guardo sprofondare nella mia carne, davvero, mi passerà…

perchè siamo ancora qui a parlarne, avevamo deciso che avevo ragione io, ti ricordi?

Stupida speranda di cambiarti, illusione divenuta incomprensione

speri ancora di prendermi? di catturare il mio cuore? lo sai che correrò sempre più veloce di te e stiamo ancora qua a parlarne, a scriverci canzoni.

E tu? al margine degli incontri socialmente affidabili,

al limite della tristezza

speri ancora che serva soffrirci tanto? credi che non abbia mai visto quegli occhi persi di fronte al dolore? credi di essere l’unica ad essere rimasta sola?

smarrita dici di essere,

svegliati! apri gli occhi, nessun principe azzurro verrà a baciarti, devi svegliarti da sola, aprire bene le orecchie, ma soprattutto cambiare modo di pensare

scegli tu di soffrire, scegli tu di credere che sia necessario farne una malattia,

svegliati!

svegliati prima di far passare anni a raccontare a te stessa che devi stare male

e tu? svegliati! credi di bastare a te stesso, ma ti sei visto! Cammini come uno zombie, imprigionato dai tuoi pregiudizi sugli altri, non incontri sguardi, nè idee diverse…ma cosa pensi di ottenere?

e tu? lascia stare, non prendermi le mani, raccogli le parole cadute a terra, non preoccuparti per me, ti avevo già messo in soffitta

e tu? perchè mi guardi così? so benissimo come sei fatta, ti ho visto per come sei e tu hai capito chi sono io…allontanati se non vuoi parlare con la mia anima, non ho paura di quegli occhi giudicanti

e tu? ti ho portato ovunque, nei miei vestiti quando tornavo nel posto del dolore, ti portavo nella mia voce mentre vibrava di te, ti ho sentito nei miei baci mentre l’immagine di te non c’era più, ti ho portato sempre con te…dicono che sei finito male…capisco, anche tu tramutato in zombie dopo che le tue bugie hanno trasformato il tuo mondo di carta in cenere…

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ho spento la candela che mi avevi regalato, si, ieri, ho anche tolto le cornici, quelle di legno, si, quelle che erano appese, ho incorniciato il tutto di nero e ho spento i ricordi.

no no nessuna strategia, è solo la verità, quella che tu non hai mai detto, quella che neghi anche alle persone che ami.

Punti di domanda si scolpiscono sul mio cuore e non sarà il tuo lavoro che giustifica il tuo comportamento, nemmeno il mio spiega perchè ci siamo persi.

Quando la diversità diventa un problema e rimane solo aria di quella relazione che avevamo costruito gioiosamente, perde  senso l’intero mio mondo che girava intorno al tuo essermi presente, al tuo capirmi all’istante

come lo costruisci adesso?come pensi di tenertela?per quanto tempo funzionerà?poi non esisterà più neanche lei, poi tornerai al buio anche tu perchè hai seminato solo papaveri, belli rossi, ma alla fine cosa ti rimane?

le persone soddisfano i tuoi bisogni?oddio, forse qualcuno si, e gli altri? meglio perderli vero?

parlo al vento, parlo a noi, parlo a lei, parlo a chi non ha ancora capito un accidenti della costruzione di qualcosa di grande, di vero, di reale quanto il tetto che mi protegge

anni di parole sincere e poi via, bruciate come carte vecchie inutili

anni di giochi, di generosità, di ascolti perduti e di discorsi voluti per rendermi felice, per sentirti qualcuno di importante.

Ed eccoci qui, a salutarti, forse solo nella fantasia, ma la tua mente ormai è troppo impegnata, i tuoi impegni non hanno tempo per me, allora scriverò fine un milione di volte, lo scriverò anche su chi mi ha dato vere amicizie, veri istanti di pace, ma so che non basterà,

ci incontreremo presto nella mia fantasia dove è possibile rimediare a tutto, anche alle bugie

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Perditempo

Non sopporto chi parla dall’alto dei saperi, non curante dell’altrui ascolto,

senza sprecare sguardi alla ricerca dell’incontro con il diverso,

chi rinuncia a dare spiegazioni quando finisce semplicemente per destino una storia,

non capisco chi studia per studiare senza aprire il cervello e sfoglia inutilmente le pagine per non sentirsi in colpa di non fare nulla,

chi crede di avere diritto alla migliore considerazione possibile da tutte le persone ed esige rispetto senza darlo,

odio chi uccide la fantasia per conformarsi al gruppo di amici tanto amati perchè fotocopie reciproche di ribellioni intellettualmente spente,

chi prova rancore per due parole senza senso pronunciate come semplici giudizi estetici,

chi non osa esprimere le proprie opinioni perchè si sente una nullità circondata da un cerchio di cervelloni,

chi spegne i propri sogni sul nascere per paura che non si realizzino,

chi rifiuta di essere amico di una persona solo per una distanza invisibile che separa i corpi dall’immediato contatto,

odio chi si fuma il cervello pensando di farlo per scelta, chi beve per ingannare la noia o per far sentire in colpa i familiari, chi usa il caffè perchè senza non riuscirebbe a concentrarsi, chi ama la birra perchè è bionda e seducente, chi guida come un idiota gareggiando con la paura, chi fa il prepotente per sentire di valere qualcosa di più di una semplice cacchetta

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Aspettavo un tuo cenno, una risposta ai miei dubbi,
pensavo di sentirti vicino chiudendo solo gli occhi.
Forse ti ho delusa, perchè ho preso troppo seriamente le tue parole
e le ho trasformate in tradimento,
non ho paura di quello che sarà tra noi,
non ho aspettative,
vivo serena, sorridendo al temporale che è passato.
Tra il profumo dell’autunno che sta arrivando
la solitudine non mi spaventa,
è mia compagna di viaggio
anche se in realtà non sono mai sola,
sei un fantasma del passato
che mi parla in continuazione.
Se sapessi quante esperienze nuove ho fatto, se vedessi le foto, capiresti che sono felice lo stesso,
anche senza la tua presenza costante nella mia vita.
Ho imparato a sopportarlo
e a non considerarmi sbagliata
per la sensibilità e il mio cuore ferito.
Mi piacerebbe confidarmi ancora con te, come una volta,
ma ho paura che una parola possa inaspettatamente offenderti.
Sono stanca di queste lotte inutili,
voglio vivere la mia vita serenamente
e circondarmi di persone che mi amano per quella che sono
senza criticare gli aspetti di me stessa
che io considero qualità speciali.
Mi dispiace se non sono come tu mi vuoi,
ma preferisco amarmi così,
piuttosto che misurare ogni parola
per timore che diventino lame taglienti per il tuo cuore.

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Sono semplicemente più bella di te, abbronzata, in forma, appena sfornata da una rivista di moda, perfettamente standardizzata, ma non me ne vanto, esco con te, facendo finta di non averci messo 2 ore per prepararmi e non voglio farti sentire a disagio, sono però sicuramente più socializzata e bella di te

Io ho solo un uomo e per questo sono superiore a te, perchè tu accetti e vivi la poligamia, quando anche i sassi sanno che non è naturale, è contro natura, so che i miei valori sono superiori ai tuoi, quindi tu non vali quanto me

Le tue usanze, i tuoi balli mi fanno ridere, i vostri modi di parlare mangiandovi le parole sono ridicoli, sembra che vi sputate a vicenda, l’italiano è più normale, mi rifiuto di parlare la tua lingua, è così ridicola, quindi stammi lontano

La mia religione è quella giusta, la sola rispettabile e la fonte di ogni mia certezza e sicurezza sul destino e la mia vita

La musica che tu ascolti è musica da sfigati, la mia musica rock è più musicale, è da persone normali

Il mio lavoro è molto più impegnativo e rispettabile del tuo, il tuo lavoro è da persone umili e non colte

La mia vita è superiore alla tua, perchè rispetto gli altri e non uso le persone, perchè gli altri sono preziosi

Io sono superiore a te semplicemente perchè tu sei diverso e per questo mi spaventi, rischi di mettermi in discussione

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Dottore, vede, sento di non avere vie d’uscita, quando avevo solo pochi anni sono stata maltrattata da mio padre e da allora vedo gli uomini solo come dei tiranni, non riesco a uscire da questo schema di relazione che si ripete sempre. Questo è la causa della mia attuale depressione, vede, non trovo niente di significativo in questa vita, non so come posso trovare la felicità e l’autorealizzazione. Mia madre pensa che tutti ce l’abbiano con lei ed io di conseguenza ho imparato ad avere paura di tutti e a sviluppare una qualche forma di sindrome paranoica che mi fa pensare che anche lei in questo momento ce l’abbia con me perchè la sto stressando. Non credo che possa essere produttivo venire da lei perchè ormai sono stata traumatizzata. Dice che solo un’analisi profonda di tutte queste cause passate potrà scardinare i miei sensi di colpa, derivanti da una fissazione allo stadio anale nel terzo anno di vita che mi comporta ossessioni multiple? Capisco, ma mi sento imprigionata, sento di non poter cambiare, oppure ci vorrebbero tanti anni, lei cosa ne pensa? Sono stanca, tutti mi deludono, il mondo intero è uno schifo, questa società di merda mi provoca tanti complessi e tanta insoddisfazione con le sue influenze subdole e telematiche. La mia vita sta tramontando verso orizzonti perduti, non riesco più a capire dove devo andare. Solo ripercorrendo assieme a lei le tappe e i traumi dell’infanzia, forse posso capire chi sono e quali sbagli ho fatto nel passato. Ma quanto profondo è questo iceberg? Quanti scavi devo attuare, per quanto tempo? Credevo di conoscermi, ma in realtà inconsciamente sapevo che dovevo rivolgermi a lei per cambiare, lei che possiede le chiavi d’accesso alla comprensione delle mie difficoltà quotidiane. A proposito, questa notte ho sognato che venivano i ladri in casa, cosa vuol dire? ah, la casa rappresenta la mia femminilità, il mio corpo, dice che ho dei problemi con l’altro sesso? Potrebbe essere, forse, beh, se me lo dice lei che è esperto, sarà sicuramente così. è strano perchè vengo da lei per avere delle risposte, ma lei non parla, dice che devo avere una sorta di illuminazione interiore. Non importa se ci vorranno degli anni, anche dieci anni, io sono disposta a fare un mutuo pur di essere felice fra 10 anni, lei mi dica cosa devo fare, si va bene, 3 volte alla settimana, ce la farò, pur di essere felice, un giorno. Mi sento comunque in scampo, fottuti i miei genitori che mi hanno traumatizzato, come faccio a proseguire nello sviluppo stadiale?

Mi scusi dottore, ma mi sente? Dice che anche lei rappresenta mio padre? Ma mi sta incastrando sempre di più, ogni cosa che le racconto si ricollega a qualche avvenimento passato o a qualche desiderio inconscio, ma dottore, come faccio a uscirne?Ah, devo imparare a conviverci, lei mi darà gli attrezzi per compiere scavi archeologici, ma io le avevo solo chiesto come essere felice

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