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Archive for the ‘emozioni’ Category

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Ci risiamo…ho sentito stasera l’ennesima mano che si allontanava dalla mia pancia con una dolcezza straziante e mi chiedevo: perchè te ne devi andare di nuovo?

ti sei avvicinato così a fondo ed ora so che non tornerai più, per quante volte ancora questa tortura?questa piacevole tortura di cui la mia pelle ormai periodicamente si nutre…

Chiudo un’altra porticina a chiave, ci infilo le speranze per l’occasione coltivate, ci soffio dentro un pò di delusione e faccio di nuovo il giro della chiave…un’altra dura realtà da mandare giù. ho chiuso io o hai chiuso tu questa volta?

Ma sentire quella mano che aveva afferrato il mio cuore allontanarsi dalla mia pancia, è stato troppo, mi veniva da piangere ma non potevo, in quel momento, urlare.

Un sogno cede il posto ad un altro sogno, una perdita cede il posto ad una conquista, e forse una bugia cede il posto ad una piccola verità: l’unica verità che sento ora è che tenermi lontano da te è la cosa più facile che tu riesca a fare…

potesse parlare il mio corpo con il tuo, senza parole superflue come queste, non avrebbe incertezze e saprebbe subito aprire tutte le porte con cui tieni chiuse le tue emozioni.

Piccola grande tempesta che vieni a trovarmi quando casualmente i venti si incontrano

o fai tacere questa musica per sempre,

o tieni la tua mano nella mia pancia lasciando che oscilli con il mio respiro e il mio battito,

solo così posso sentire cosa dire, a chi e come

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Voglio colorare la mia vita di te, riempirla fino a non poterne più,

voglio sentire ogni improvvisa emozione che hai da esprimere,

voglio sentirti tutto e lasciarti devastare tutto come la prima volta!

Lascia che rimanga un deserto dietro te, mi lascerò sconvolgere un’altra volta per essere nuovamente NOI al ritmo delle onde musicali e dei battiti del cuore.

Entra pure, non ho più paura.

Sono stanca di segmentarmi per le altre persone che mi prendono per metà, un terzo o mi vivono totalmente per il loro piacevole uso-abuso e consumo.

Sgranchisco i sentimenti di stamattina, facendo pulizia nelle amicizie fasulle, nei miei sentimenti costruiti ad hoc per far funzionare quella o quell’altra relazione.

Mi fido, ti aspetto, vivimi per tutta quella che sono…

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Dimmi che è vero, eravamo noi due l’altro ieri, che cavalcavamo il cielo più in alto delle mie paure, dimmi che eravamo noi due, proprio io e te e nessun’altro.

Ho aspettato questo momento passando per tutte le stagioni delle mie emozioni, perdendo completamente i rapporticon la realtà precedente e i confini di me stessa. E  così ci siamo incontrati…solo lasciandomi annegare nella tua incoerenza e complessità, è solo così che mi sono lasciata affondare da te, accettandoti anche se non sei esattamente cometi vorrei.

Ancora non riesco a crederci…poi sento le cicatrici doloranti e mi rendo conto di essere proprio stata io ad attraversare il mare a nuoto per raggiungere quel traguardo assieme a te. Pensavo di averti perso molto treni fa e invece, da qualche parte, comunque, vegliavi su di me, stavi al mio fianco; mi hai aspettato ed eccomi! Ricca di nuova esperienza, ricca di te, di una nuova me e di noi.

Sento tutto quello che si può sentire, così come ho sentito l’inferno quando avevo deciso di smettere di provare così tanto… ogni nota che suoni risuona nelle mie vene e scorre a ritmo dei miei battiti d’anima.

Devo realizzare di essere ancora viva…ora esco e accarezzo i raggi del sole mentre la mia musica mi sveglia dolcemente dal sogno di averti qui con me di nuovo. E perchè oggi tutti mi cercano tra la confusione di questo sogno realizzato? cosa vogliono da me? Non cerco confronti, nè nuove amicizie, perdonami, ma cercavo di raggiungere questo obiettivo solo con te e l’ho fatto e tutto il resto del mondo non c’entra più niente.

Lascio la porta aperta, questa volta e non ho paura, se vorrai entrare nuovamente, ti accoglierò, ricca del mio passato, delle mie emozioni e della voglia di viaggiare con te al mio fianco dove tu vorrai, di volta in volta.

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Mi sono sentita una principessa, l’altra sera, mentre cantavo la canzone che abbiamo scelto assieme e scioglievo dolcemente ogni paura. Ho capito cosa cercavo. Nient’altro che quello. Era così semplice da capire: un altro essere vivente con cui condividere le esperienze di vita e trasformarle in arte, che avesse il coraggio di affrontare l’esperienza del dialogo in duo e la forza di lasciarsi assorbire nel mio mondo, senza perdersi. Punto.

Sapresti dirmi dove inizia questa nuvola e dove finisce quel raggio di sole che incontra il terreno? Sapresti prendere in mano questo vento e gettarlo via perchè non ti serve? è così che ho percepito il nostro lavoro assieme: due anime che sottovoce hanno ballato al ritmo dell’incostistente momento presente, si sono lasciate guidare da un cieco pubblico e hanno apprezzato i taciti battiti di mani, ancor prima della fine delle pazze esibizioni, senza confine alcuno tra le due parti che si sono messe in gioco, senza dover per forza cambiare colore, anche se il sole è cambiato e la sera è arrivata con le sue attese e i suoi progetti realizzati.

E ora dimmi dove ho lasciato la ricerca che prima guidava ogni mia scelta, quella costante ricerca di qualcuno che avesse la grandezza di essere al mio fianco e l’umiltà di non volere niente in cambio? Dimmi dov’è finita, visto che ora passeggio nella foresta senza meta e senza obiettivi, avendo appena raggiunto la cima della montagna più bella?

Penso che cambierò ruolo, mi siederò su quella roccia e aspetterò, ma senza paura alcuna, attenderò che tornerai per abbracciare ancora il mio desiderio di viaggiare con te, ancora una volta, in cima ad un’altra vetta, là dove nessuno ha ancora provato ad accedere e dove a noi risulta facilissimo correre assieme, ricercando le note più sublimi e immortali!

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é tutto così familiare e strano nello stesso tempo, stessa energia, stesso entusiasmo per quegli occhi ricchi di poesia, stesse emozioni ricamate di illusioni,

gira tutto intorno a me, sono io che vado al galoppo della mia tigre, io alle prese con me stessa, tu alle prese con le tue paure

le rose bianche, le mie preferite, diventano rosse quando ti vedono e la mia timidezza appassisce, cedendo il posto alla speranza di rivedere sorridere quel gatto che magicamente non mi fa perdere la testa per te

fa freddo qui, è tutto grigio,

ma sono tornata, per aprire gli occhi a questa gente che finge di non essersi creata quel rigonfiamento di difetti, giusto per sembrare simile agli altri, per fingere di non andare bene così…

ma questo è il mio mondo e faccio come voglio io e lo cambio io il destino, pur sapendo di dover affrontare comunque il drago cattivo

sono tornata per caderci di nuovo, cadere, divenire grande grazie alle tue parole che alimentano la mia fantasia…

lunghi capelli biondi che cioccano al vento, un sorriso così grande da far apparire quelle rose i miei orecchini

ma come divento piccola quando sorseggio la paura di perderti, di essere sola ad affrontare quella foresta, attraversare quel fiume, scavalcherò i visi morenti e andrò avanti sempre alla ricerca di diventare Alice migliore, quella che tutti aspettavano

e sono qui per te, per voi, per chi saprà riconoscere nei miei occhi il desiderio di essere di nuovo me stessa e di essere amata per quella che sono, senza pozioni magiche,

non piango e non rido, ma sorrido perchè la paladina sono io,

pronta per liberare chi si lascia cavalcare dai propri draghi oscuri

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Congelamento

Era così freddo mentre camminavo a piedi nudi in quella distesa di ghiaccio, cercavo di scaldare le mie mani con la bocca, ma era così freddo. Pensa che piovevano gocce di ghiaccio e cadendo a terra tintinnavano e così non c’erano altri rumori se non quelle freddi gocce. Non usciva nemmeno un suono dalla mia voce, niente, era tutto così congelato. Non sapevo bene dov’ero ma ero certa di esserci finita da sola. Che cosa ci facevo era un mistero, ma di certo una parte di me mi aveva portato lì. Nessun movimento sul viso, sguardo dritto e sicuro, niente e nessuno intorno. Dove andavo non lo sapevo ma continuavo a camminare tra i brividi e il gelo dentro il cuore. Porto le ferite come medaglie da onorare senza senso. Ero sola, ma forse in fondo felice di un simile congelamento. Ero pur sempre stata io a crearlo, ero pur sempre stata io la grande artefice di tutto quello.

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disegni

sento la luna più luminosa che mai stanotte, crea luci argentare riflettendo la neve ormai gelata, nascondendo i rumori silenti di animali invisibili che si aggirano tra i boschi bui, vedo la sua luce generare ombre di cose invisibili

mi hai insegnato la differenza tra aggrapparsi a qualcuno e volere il suo bene, ad aspettare il momento per giocare e per parlare,

ho capito che tra me e te c’è una diversa strada percorsa e differenti aspettative, ora è il momento di partire per un nuovo viaggio, un nuovo anno intrecciato di vecchie amicizie da ricucire e legami scomodi da slegare

non ci sono sentimenti giusti o sbagliati, nè relazioni vere o false,

siamo fondamentalmente umani, animali sociali bisognosi l’uno dell’altro

bozze di disegni mai finiti, sempre alla ricerca di qualcuno che definisca i nostri contorni e riempia le nostre forme, dando senso al nostro essere

chi mi può dare la certezza del tuo cuore?

può la distanza renderci meno forti?

non sopporto la tua rabbia, il tuo egoismo di fronte alla mia difficoltà di capirti, la tua paura di avere fiducia

e ripeto forse gli sbagli di una me ormai rinnovata, mai più la stessa

ti cerco nuovamente mentre sfoglio i ricordi alla ricerca dei sorrisi giovani che rinfrescano i miei pensieri, rivedo la gioia e mi tranquillizzo per averti ancora al mio fianco, sei  come un aquilone: ti guardo e ti lascio volare, non lo potresti fare se ti tenessi stretta tra le mie mani, ti amo per la leggerezza dei tuoi sogni che si intrecciano con i miei e ti lascio vivere libero nell’imprevedibilità delle intemperie e di quel vento forte che spero non ti porti mai via da me

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