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Archive for the ‘gruppo’ Category

Ho respirato dei sogni nell’aria fresca profumata di neve, immaginando di realizzarli con coraggio e fiducia, anche se avere fiducia è un pò come morire, o almeno non ascoltare quella parte conservatrice che rassicura e respinge il cambiamento

Ho capito di andare bene così anche se non vado bene ad altre persone e che gli altri vanno bene così, anche se possono non andare bene a me

Ho conosciuto persone straordinarie per la bellezza del loro sguardo, mentre comprendono il mio e si avvicinano al mio mondo

Ho riletto delle relazioni come dono di Dio, incontri divini con menti giocose credenti nella bellezza della diversità

Ho ricominciato a credere nella leggerezza del pensiero positivo che mi porta ad amare un fiocco di neve caduto inatteso sulla mia mano mentre sono intenta a partire, mi fa contemplare il Sassolungo trasformato per l’occasione in un morbido pandoro, mi fa sentire padre Filippo camminare al mio fianco mentre ci avventuriamo alla scoperta delle cascate perdute ed i passi pesanti sprofondano nella neve

Siamo noi che decidiamo come trasformare l’esperienza vissuta assieme, in un quotidiano impegno verso l’apertura all’altro

Siamo noi che possiamo trasformare la nostra vita in poesia, soprattutto se c’è stata data una seconda possibilità per vivere e rivedere negli occhi l’amore delle persone care

“Ti sono vicino e ti capisco”: parole magiche che possono trasformare un intima paura, in un desiderio condiviso di incontro.

sassolungo-fumante

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Al di là di questa distesa impervia verde, dove il mio sguardo vede sfumare la roccia con il sole, sento che tu mi osservi con il tuo saggio sguardo e mi incoraggi con la tua calda voce, augurandomi buon cammino. Ti sento vicino, riesco a sentire i tuoi passi dinanzi a me e il tuo battito intercalare il mio passo, mentre felice osservo quella meraviglia creata da Dio. E le marmotte mi avvertono che tu sei lì accanto a noi e mi ricordano quanto amore hai trasmesso: devozione per la montagna, rispetto per gli animali, costanza e coerenza nei nostri impegni quotidiani, gioia di camminare assieme, ogni giorno. Vorrei non avere incertezze, né paure, vorrei sentire forti le mie gambe mentre mi aggrappo alla montagna, ma mi spaventa un pò quest’altura e quelle rocce lisce. E ripenso a quando sono scivolata mentre camminavo con gli scarponi consumati su quella dannata pista da scii, il malleolo aveva ceduto e tu ne eri rimasto dispiaciuto! Amo queste montagne, con il sole e con la pioggia e ringrazio il Signore per avermi fatto incontrare un maestro di vita così forte e tenace. Chi lo ha incontrato ha acquisito una parte di lui dentro sé, per sempre. C’è il tuo sguardo nei miei occhi che scrutano le cime delle montagne in cerca di caprioli, c’è la tua voce che risuona dentro me con parole di fiducia, ci sono i valori che mi hai trasmesso nella guida delle mie scelte più importanti. Sei la nuvola più alta che mi osserva in questo momento, ad un passo da me, ma così bella e trasparente da non accorgersi della tua presenza. Avresti potuto esserci nel momento più importante della mia vita per incorniciare un sogno, ma te ne sei andato prima, senza preavviso, ironicamente caduto tra le braccia di quelle montagne che hanno accolto il tuo passo per anni. Hai salutato questa vita terrena in un modo a noi incomprensibile ed hai lasciato ognuno solo a fare i conti con la tua non presenza che è diventata una guida costante per noi e un ricordo perenne. Chissà quante cose avremmo potuto dirci e fare ancora assieme, beh tu guardaci da lassù o da quaggiù, chissà dove sei e manda qualche suggerimento a noi, mentre in silenzio ascoltiamo il fruscio del vento fresco che profuma di vita e di legno tagliato.

Trovare un senso per non perdersi nel ricordo

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Grazie

Padre Filippo

perchè hai trasmesso

ai giovani e ai non giovani di

tutta Italia l’amore per la montagna e il

rispetto per la natura, per la fiducia che hai sempre

avuto nelle persone e nella vita stessa, per la tua incrollabile

fede in Dio, per le tue preghiere quotidiane, per le rilassanti

meditazioni mattutine che ci hai offerto, ascoltando quel magico ruscello

che scorre ancora tra i caprioli e le eterne montagne della Val Gardena,

per la forza e la determinazione di cui tu eri per noi un grande esempio,

le montagne ti hanno accolto in un abbraccio morente,

rimarrai per sempre nei cuori delle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarti,

il Sassolungo rifletterà per sempre il tuo viso, guarderà i giovani al Capriolo e gli immancabili avventurosi che scaleranno quelle meravigliose montagne,

la tua anima venga accolta dai sorrisi degli Angeli,

anche il cielo oggi piange

Ti vogliamo bene

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tramonto

Dalle prime luci dell’alba

alle ultime del tramonto,

tra le stelle che brillano nel buio

ed i raggi di sole fra le nuvole,

ogni istante della nostra vita risplende come un DONO

prezioso per noi.

è dolce ASSAPORARE ogni momento,

con la gioia nel cuore e con il desiderio di sperimentare

l’ebbrezza delle scoperta del presente.

Con gli occhi innocenti, liberi

come quelli di un bambino

riusciamo a stupirci

per le meraviglie che ci circondano:

l’incanto di una distesa verde,

il sole che splende,

i fiori bianchi di un vecchio albero,

sorridenti tra l’azzuro del cielo che li accoglie.

Sono fortunati i bambini che vivono in un’altra dimensione dell’anima

nella quale la SPENSIERATEZZA regna suprema,

conferendo un sapore unico alla vita

e trasformando come per magia, ogni cosa,

in un arcobaleno di colori.

Se guardi bene, con occhi diversi,

oltre l’orizzonte, o anche non molto lontano da te,

sei circondato di meraviglie,

che solo una mente creativa sa cogliere

perché si lascia incantare continuamente

da particolari inosservati da altri.

Nella solitudine della propria anima che dialoga con se stessa

c’è un profondo di parole non pronunciate,

l’ascolto di se stessi, dei propri dubbi,

delle paure che ostacolano il cammino.

In compagnia della propria solitudine,

possiamo accedere a stati non ordinari di coscienza,

riflettere sul senso della propria vita,

o ammirare semplicemente la bellezza della natura.

Esistono luoghi privilegiati nei quali ritrovare se stessi

e creare un ponte con la propria interiorità,

per esplorare l’abisso di misteri che regna dentro di noi.

E si aprono porte mai aperte, verso l’infinito dentro noi stessi

alla ricerca di un equilibrio interiore,

una sintonia fra noi e il mondo

che porta una dolce e totale fusione con la natura.

In questo crocevia di strade,

con l’incontro di altri inaspettati,

ti ritrovi a camminare assieme

a chi è per te importante.

Scoprirai chi sei nello sguardo delle persone che ti vogliono bene.

Troverai te stesso nell’immagine riflessa che ti rimandano gli altri:

l’identità non appartiene esclusivamente all’individuo

ma si sviluppa sempre all’interno di una interazione e di un contesto!

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Ciao! Vuoi intraprendere una carriera deviante e assicurarti un futuro da delinquente? Bene, segui questi semplici comsigli e in solo 3 passi riuscirai a raggiungere questo importante obiettivo di vita:

1. Commettere un comportamento che trasgredisce alle regole della tua società, della tua comunità. Ad esempio rubare al prete i soldi presi durante la messa! L’hai fatto? Ottimo, ma non basta…

2. Essere beccato: è il miglior modo per assicurarsi un perfetto e congelante ETICHETTAMENTO da parte degli altri della società che, elevati dai loro principi morali, si considerano superiori a te, bugiardo e inaffidabile! Ad esempio il prete un giorno ti scopre proprio nel momento in cui incassi la cifra domenicale, che sfiga! E dopo questo clamoroso evento, quel religioso pensa, per il tuo bene, durante la tua comunione, di schernirti in pubblico, umiliarti e farti sentire un idiota, una persona schifosa che merita solo di finire all’inferno!Ma aspetta, non è finita…

3. Questo è l’ultimo step e ti garantisce una vita all’insegna del bullismo e della più fervida trasgressione, in tutte le sue possibili e variegate forme: diventare parte di un gruppo di ragazzi “trasgressivi” come te e lasciarti andare ad ogni forma di iniziazione come atti aggressivi nei confronti di persone deboli, bugie ai familiari, droga, alcool, sesso sfrenato con chi ca… vuoi!

(liberamente tratto da Becker, Outsiders. Saggi di sociologia della devianza, 1987)

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Le Parole del Silenzio

Ho narrato e rinarrato più volte quell’esperienza, alla ricerca di una storia coerente, ricca di significati, da raccontare a me stessa e agli altri, ma rimangono ancora numerosi eventi difficili da comprendere.

Nel ritorno a casa mi hanno accompagnato emozioni di delusione, rabbia e sconforto, generate, probabilmente, da una mancata soddisfazione delle mie aspettative.

Ricordo il disagio, provato sabato mattina, quando tutti erano seduti in cerchio e nessuno parlava, ascoltavo quella tacita assenza di rumori che mi assordava di pensieri e mi riempiva di ansia. Mi sentivo imbarazzata, con il cuore che pompava più forte, per farmi affrontare al meglio quella situazione, che in realtà potevo solo sperare finisse al più presto. Non sapevo cosa fare, anche il respiro sembrava turbare quel silenzio che si era creato spontaneamente, per obbedire ad una indicazione non ricevuta! Minuti pesanti solo da far passare, da evitare, difficili da capire. Una sciarpa rosa, che tenevo in mano, mi permetteva di intrappolare i secondi tra la lana, ma anche le trecce che creavo, non sembravano tranquillizzarmi.

Quella situazione mi ricordava l’attesa del proprio turno dal medico di base, anche se era più ansiogena, perchè non c’erano riviste da consultare, libri da leggere o qualche anziana da ascoltare, mentre si lamenta della società moderna.

Ci sono persone con le quali sento di poter stare tranquillamente accanto, senza la necessità di dire qualche parola vuota che attenui l’imbarazzo creatosi tra noi. Al contrario c’è una persona, con la quale il silenzio per me diventa una tortura, un disagio pesante da affrontare.

Era la prima volta che giocavo al “gioco del silenzio” e che percepivo l’assenza di parole come qualcosa di più incisivo delle parole stesse!

Nella biblioteca personale dei ricordi è stata collocata, per ora, tra quelle esperienze che hanno avuto notevoli risonanze emotive e che lasciano ampi spazi bui, in attesa di nuove informazioni, intuizioni e consapevolezze, che diano luce alle difficoltà incontrate.

Ho raccontato una storia, la mia personale storia, caratterizzata da un filo conduttore che vi garantisce coerenza, determinata dal mio modo di reagire e percepire gli eventi, dalla mia emotività, dalle mie convinzioni, credenze e valori. Quello che “veramente” è successo nell’arco di quei due giorni, nessuno lo potrà sapere perchè è impossibile trovare un unica verità indiscussa, fonte di certezze e risolutrice di tutti i dubbi sollevati.

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