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Archive for the ‘inafferrabile’ Category

in lontananza

Sembra ora di non sentirlo più questo mio dialogo interno, aspetta che ascolto ancora… sento dietro questo sorriso un ricordo di quel che è stato che si trasforma in un qualcosa che non c’è ancora. Sento la stessa musica in lontananza, mi sta dicendo che ci sei ancora da qualche parte, non so dove ma la tua assenza in qualche modo di tranquillizza, mi rende libera di accoglierti quando torneremo insieme. Così fievole questa musica da sentirla quasi accarezzare il mio cuore, basta così, in qualche modo, in lontananza, ci sei.

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Voglio colorare la mia vita di te, riempirla fino a non poterne più,

voglio sentire ogni improvvisa emozione che hai da esprimere,

voglio sentirti tutto e lasciarti devastare tutto come la prima volta!

Lascia che rimanga un deserto dietro te, mi lascerò sconvolgere un’altra volta per essere nuovamente NOI al ritmo delle onde musicali e dei battiti del cuore.

Entra pure, non ho più paura.

Sono stanca di segmentarmi per le altre persone che mi prendono per metà, un terzo o mi vivono totalmente per il loro piacevole uso-abuso e consumo.

Sgranchisco i sentimenti di stamattina, facendo pulizia nelle amicizie fasulle, nei miei sentimenti costruiti ad hoc per far funzionare quella o quell’altra relazione.

Mi fido, ti aspetto, vivimi per tutta quella che sono…

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L’uomo narcisista moderno, mentre indossa un paio di scarpe, sta pensando quali mettere per la grande serata, sta immaginando la prossima vacanza e quale costume indosserà, è attento ai capelli e soprattutto al colore dolce e sfumato della propria pelle delicata. Usa creme e profumi in abbondanza, parla poco e dà solo il necessario, è un fruitore di donne da salotto, ne fa un pò la collezione, cammina fiero come un leone nella foresta e compiaciuto va a dormire dopo un’ultima occhiata allo specchio.

E finisci di pensare che siano tutti così gli uomini, razza strana egoista, finchè non apri gli occhi e vedi che gli uomini sono persone come noi, tutti diversi, tutti originali. Ma l’uomo narcisista moderno si riconosce, non tanto dalla macchina, simbolo di prestigio ed eleganza trionfante dei propri ormoni, quanto ai vestiti e al tocco sofisticato della mano sul proprio prezioso cuoio capelluto. No, quelli non cambiano, almeno nei manuali non sono riportati casi di ritrovamenti simili, l’evoluzione è in atto, ma al rovescio. Si assiste ad una costante omologazione inevitabile degli uomini al modello dell’uomo americano medio.

Ma poi va a finire che li ami, gli uomini, per la loro incoerenza che è anche la tua, per il loro egoismo che alla fine ti piace e vive in te e per la loro naturale voglia di novità.

Baciami ancora tra un ricordo e l’altro del passato, baciami ancora nella nebbia della neve offuscata e davanti al quadro di un tramonto inoltrato, baciami ancora con la dolce esperienza di uomo vissuto che ti fa onore, baciami ancora anche se non sarà possibile e rimarrà solo un mio lontano pensiero.

E capirai che non potrai più amare così tanto, intensamente fino alle viscere quell’uomo moderno e lo lascerai andare, perchè alla fine ti accorgerai che la vita non è niente male, anzi è fantastica e tu sei una splendida protagonista. Sta a te, cara pittrice fare il quadro bello o brutto, tu hai in mano il pennello, bacchetta magica che fa realizzare i tuoi più profondi desideri.

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arcobaleno-selva

Sento la tua voce che accompagna questo momento, mi culla e si confonde con il mio canto

sento quella strana voglia di ascoltarti, di sentire cosa vuoi dirmi, anche se avrò difficoltà perchè c’è troppo vento per capire bene cosa stai dicendo

provo ad ascoltare in silenzio il nulla ma sento solo una voce lontana

non provo niente, mi convinco, non conti niente, ripeto, stai solo mentendo, rispondo

va bene: mi arrendo a te, alle mie emozioni, a tutto il tuo mondo dipinto nel mio, ai tuoi occhi con i quali mi relaziono agli altri, alla tua simpatia che è diventata mia, alla tua gioia per le cose, al tuo essere semplicemente quello che sei stato per me, in tutti questi anni, in tutti quei momenti in cui mi hai permesso di essere me stessa, anzi di essere tutte le mie più diverse identità

ho capito, sei come un arcobaleno, che si può osservare, si può guardare, si può anche disegnare, ma non si potrà mai catturare veramente per portarlo con sè

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un-pezzo, una delusione

Avevo chiesto niente imprevisti, cara neve e mi hai ascoltato, sono felice e soddisfatta, ma un pò di santa pace era proprio qualcosa da scartare?

Selva dà e Selva toglie, dona amore ed entusiasmo di nuovi incontri, poi decide quando allontanare le strade dei tuoi amici,

non posso controllare le strade percorse da altri, nemmeno i loro cuori o i loro pensieri,

ho bisogno di cambiare specchi, troppo distorta l’immagine che mi viene rimandata.

No grazie, non concepisco una simile relazione.

Eppure c’erano tutti i segnali fino da principio, ma non li ho ascoltati: stessa città, stessa dolcezza, stessa cadenza e solo dopo anni mi accorgo della somiglianza, quella tragica consapevolezza di avere di fronte un pezzo di carta che si aggira per la città inquinata con scritto in testa solo poche lettere, quante basta per cancellare tutto il resto. Nient’altro acquista senso al di fuori di quelle quattro, cinque lettere. Sei un pezzo di carta da scrivere a seconda delle curve che vedi di fronte, e ti dipingi di arancione o verde a seconda del quadro che hai a disposizione. Esagero, dici, faccio la tragica aggiungi, scusa se non sono come te.

Invidia, rabbia, gelosia, rabbia e di nuovo rabbia,

perchè non sai porti per quello che sei fin dall’inizio,

per preferire un oceano di falsità a ondate di verità,

sei solo e lo rimarrai sempre, se gli altri ti servono da soprammobile,

sei illuso di non esserlo più, ma non è vero.

Vieni incontro agli altri finchè pensi possano essere preziosi, per il tuo benessere, poi li lasci andare e grazie di tutto!

Hai un insalata di parole che sciogliendosi mandano in fumo quello che eri, che pensavo che fossi e che ti sei ostinato a presentare.

Ma questa volta ce la posso fare a vederti per come sei e non per quello che avrei sempre voluto che tu fossi, avrei solo voluto saperlo prima…ora vorrei serenamente andare non inseguendo la tua ombra, non cercando una parola di supporto o un tuo consiglio, o un tuo saggio ascolto, egoista come non mai, bugiardo nel tuo desiderio di rispettare gli altri, non dici a te stesso che sei solo per te e per nessun altro!

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disegni

sento la luna più luminosa che mai stanotte, crea luci argentare riflettendo la neve ormai gelata, nascondendo i rumori silenti di animali invisibili che si aggirano tra i boschi bui, vedo la sua luce generare ombre di cose invisibili

mi hai insegnato la differenza tra aggrapparsi a qualcuno e volere il suo bene, ad aspettare il momento per giocare e per parlare,

ho capito che tra me e te c’è una diversa strada percorsa e differenti aspettative, ora è il momento di partire per un nuovo viaggio, un nuovo anno intrecciato di vecchie amicizie da ricucire e legami scomodi da slegare

non ci sono sentimenti giusti o sbagliati, nè relazioni vere o false,

siamo fondamentalmente umani, animali sociali bisognosi l’uno dell’altro

bozze di disegni mai finiti, sempre alla ricerca di qualcuno che definisca i nostri contorni e riempia le nostre forme, dando senso al nostro essere

chi mi può dare la certezza del tuo cuore?

può la distanza renderci meno forti?

non sopporto la tua rabbia, il tuo egoismo di fronte alla mia difficoltà di capirti, la tua paura di avere fiducia

e ripeto forse gli sbagli di una me ormai rinnovata, mai più la stessa

ti cerco nuovamente mentre sfoglio i ricordi alla ricerca dei sorrisi giovani che rinfrescano i miei pensieri, rivedo la gioia e mi tranquillizzo per averti ancora al mio fianco, sei  come un aquilone: ti guardo e ti lascio volare, non lo potresti fare se ti tenessi stretta tra le mie mani, ti amo per la leggerezza dei tuoi sogni che si intrecciano con i miei e ti lascio vivere libero nell’imprevedibilità delle intemperie e di quel vento forte che spero non ti porti mai via da me

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Devo salutarti adesso…

Ho capito che dovevo lasciarti andare, non era un film d’amore con il finale scontato, eri tu concretamente ambiguo e irraggiungibile, era la vita spesso incomprensibile con i suoi perchè. Senza te devo reinventarmi la vita per trovare nuovi modi di sentirmi viva, nuovi stimoli che accendino la mia fantasia. Vedo solo il presente, il passato ormai non mi spaventa e il futuro è un ospite temuto ma che so dovrà arrivare. Arriva sempre il momento di doverti salutare e finisce come un incantesimo quell’intrecciarsi armonico delle nostre anime troppo vicine per non capirsi con un sospiro, per non amarsi per le proprie contraddizioni. Accetto la tua diversità, la tua distanza e la tua ricerca incostante di me, non sei me e per questo sei sconosciuto. La luna è più splendente stasera, illumina la mia pelle d’argento e tutti i visi dei ragazzi innamorati dell’idea dell’amore, è così bella, sempre presente nelle serate più romantiche, ma l’amore duraturo è un’altra cosa, è un modo di vivere ogni giorno con entusiasmo. Non riesco a capire perchè si ripete sempre tutto allo stesso modo, talvolta sei così prevedibile eppure sono qui a parlare ancora di te!

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