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Archive for the ‘intenzionalità’ Category

L’uomo narcisista moderno, mentre indossa un paio di scarpe, sta pensando quali mettere per la grande serata, sta immaginando la prossima vacanza e quale costume indosserà, è attento ai capelli e soprattutto al colore dolce e sfumato della propria pelle delicata. Usa creme e profumi in abbondanza, parla poco e dà solo il necessario, è un fruitore di donne da salotto, ne fa un pò la collezione, cammina fiero come un leone nella foresta e compiaciuto va a dormire dopo un’ultima occhiata allo specchio.

E finisci di pensare che siano tutti così gli uomini, razza strana egoista, finchè non apri gli occhi e vedi che gli uomini sono persone come noi, tutti diversi, tutti originali. Ma l’uomo narcisista moderno si riconosce, non tanto dalla macchina, simbolo di prestigio ed eleganza trionfante dei propri ormoni, quanto ai vestiti e al tocco sofisticato della mano sul proprio prezioso cuoio capelluto. No, quelli non cambiano, almeno nei manuali non sono riportati casi di ritrovamenti simili, l’evoluzione è in atto, ma al rovescio. Si assiste ad una costante omologazione inevitabile degli uomini al modello dell’uomo americano medio.

Ma poi va a finire che li ami, gli uomini, per la loro incoerenza che è anche la tua, per il loro egoismo che alla fine ti piace e vive in te e per la loro naturale voglia di novità.

Baciami ancora tra un ricordo e l’altro del passato, baciami ancora nella nebbia della neve offuscata e davanti al quadro di un tramonto inoltrato, baciami ancora con la dolce esperienza di uomo vissuto che ti fa onore, baciami ancora anche se non sarà possibile e rimarrà solo un mio lontano pensiero.

E capirai che non potrai più amare così tanto, intensamente fino alle viscere quell’uomo moderno e lo lascerai andare, perchè alla fine ti accorgerai che la vita non è niente male, anzi è fantastica e tu sei una splendida protagonista. Sta a te, cara pittrice fare il quadro bello o brutto, tu hai in mano il pennello, bacchetta magica che fa realizzare i tuoi più profondi desideri.

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Perditempo

Non sopporto chi parla dall’alto dei saperi, non curante dell’altrui ascolto,

senza sprecare sguardi alla ricerca dell’incontro con il diverso,

chi rinuncia a dare spiegazioni quando finisce semplicemente per destino una storia,

non capisco chi studia per studiare senza aprire il cervello e sfoglia inutilmente le pagine per non sentirsi in colpa di non fare nulla,

chi crede di avere diritto alla migliore considerazione possibile da tutte le persone ed esige rispetto senza darlo,

odio chi uccide la fantasia per conformarsi al gruppo di amici tanto amati perchè fotocopie reciproche di ribellioni intellettualmente spente,

chi prova rancore per due parole senza senso pronunciate come semplici giudizi estetici,

chi non osa esprimere le proprie opinioni perchè si sente una nullità circondata da un cerchio di cervelloni,

chi spegne i propri sogni sul nascere per paura che non si realizzino,

chi rifiuta di essere amico di una persona solo per una distanza invisibile che separa i corpi dall’immediato contatto,

odio chi si fuma il cervello pensando di farlo per scelta, chi beve per ingannare la noia o per far sentire in colpa i familiari, chi usa il caffè perchè senza non riuscirebbe a concentrarsi, chi ama la birra perchè è bionda e seducente, chi guida come un idiota gareggiando con la paura, chi fa il prepotente per sentire di valere qualcosa di più di una semplice cacchetta

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Ho costruito una realtà di secondo ordine, così reale da sembrarmi più dura dei sassi che stringevo in mano, più dolorosa di uno spillo che ferisce la pelle, così segretamente mia, da volerla condividere per non rimanerme l’esclusiva custode. Una realtà che mi accompagna quando sogno la sera e quando mi sveglio al mattino e mi sento estranea a quel corpo e a quella stanza e precipitosamente torno alla realtà della vita quotidiana, dolce fuggire da essa volando sul tappeto dei sogni. Rimango sbalordita davanti alla mia capacità creativa: invento le emozioni, stabilisco aspettative, formulo pensieri, interferisco negli eventi che mi accadono, consapevole di non subirne semplicemente gli effetti e le conseguenze, ma di esserne la diretta artefice! Meglio esserne consapevoli, per non limitarsi ad osservare il proprio film prodotto, la propria vita, siamo noi gli attori delle scene sociali quotidiane che viviamo e produciamo e ne siamo conteporaneamente i registi!

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tramonto

Dalle prime luci dell’alba

alle ultime del tramonto,

tra le stelle che brillano nel buio

ed i raggi di sole fra le nuvole,

ogni istante della nostra vita risplende come un DONO

prezioso per noi.

è dolce ASSAPORARE ogni momento,

con la gioia nel cuore e con il desiderio di sperimentare

l’ebbrezza delle scoperta del presente.

Con gli occhi innocenti, liberi

come quelli di un bambino

riusciamo a stupirci

per le meraviglie che ci circondano:

l’incanto di una distesa verde,

il sole che splende,

i fiori bianchi di un vecchio albero,

sorridenti tra l’azzuro del cielo che li accoglie.

Sono fortunati i bambini che vivono in un’altra dimensione dell’anima

nella quale la SPENSIERATEZZA regna suprema,

conferendo un sapore unico alla vita

e trasformando come per magia, ogni cosa,

in un arcobaleno di colori.

Se guardi bene, con occhi diversi,

oltre l’orizzonte, o anche non molto lontano da te,

sei circondato di meraviglie,

che solo una mente creativa sa cogliere

perché si lascia incantare continuamente

da particolari inosservati da altri.

Nella solitudine della propria anima che dialoga con se stessa

c’è un profondo di parole non pronunciate,

l’ascolto di se stessi, dei propri dubbi,

delle paure che ostacolano il cammino.

In compagnia della propria solitudine,

possiamo accedere a stati non ordinari di coscienza,

riflettere sul senso della propria vita,

o ammirare semplicemente la bellezza della natura.

Esistono luoghi privilegiati nei quali ritrovare se stessi

e creare un ponte con la propria interiorità,

per esplorare l’abisso di misteri che regna dentro di noi.

E si aprono porte mai aperte, verso l’infinito dentro noi stessi

alla ricerca di un equilibrio interiore,

una sintonia fra noi e il mondo

che porta una dolce e totale fusione con la natura.

In questo crocevia di strade,

con l’incontro di altri inaspettati,

ti ritrovi a camminare assieme

a chi è per te importante.

Scoprirai chi sei nello sguardo delle persone che ti vogliono bene.

Troverai te stesso nell’immagine riflessa che ti rimandano gli altri:

l’identità non appartiene esclusivamente all’individuo

ma si sviluppa sempre all’interno di una interazione e di un contesto!

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Ciao! Vuoi intraprendere una carriera deviante e assicurarti un futuro da delinquente? Bene, segui questi semplici comsigli e in solo 3 passi riuscirai a raggiungere questo importante obiettivo di vita:

1. Commettere un comportamento che trasgredisce alle regole della tua società, della tua comunità. Ad esempio rubare al prete i soldi presi durante la messa! L’hai fatto? Ottimo, ma non basta…

2. Essere beccato: è il miglior modo per assicurarsi un perfetto e congelante ETICHETTAMENTO da parte degli altri della società che, elevati dai loro principi morali, si considerano superiori a te, bugiardo e inaffidabile! Ad esempio il prete un giorno ti scopre proprio nel momento in cui incassi la cifra domenicale, che sfiga! E dopo questo clamoroso evento, quel religioso pensa, per il tuo bene, durante la tua comunione, di schernirti in pubblico, umiliarti e farti sentire un idiota, una persona schifosa che merita solo di finire all’inferno!Ma aspetta, non è finita…

3. Questo è l’ultimo step e ti garantisce una vita all’insegna del bullismo e della più fervida trasgressione, in tutte le sue possibili e variegate forme: diventare parte di un gruppo di ragazzi “trasgressivi” come te e lasciarti andare ad ogni forma di iniziazione come atti aggressivi nei confronti di persone deboli, bugie ai familiari, droga, alcool, sesso sfrenato con chi ca… vuoi!

(liberamente tratto da Becker, Outsiders. Saggi di sociologia della devianza, 1987)

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Il passato è impalpabile,

il futuro è imprevedibile

l’unico tempo esistente è l’adesso,

l’unico vivere possibile è il qui ed ora.

Domani, sempre domani,

da domani cambierà la mia vita,

troppe volte l’ho detto

e se quel domani non arriverà mai?

Chi sono se non l’armonico incontro

delle mie esperienze passate e delle mie aspettative future?

Il mio essere è adesso con la presenza del corpo,

con la miriade di sensazioni che mi regala all’istante.

Solo ora posso concretamente

operare nel presente.

Sono sola adesso,

in compagnia degli innumerevoli sé succeduti nel tempo

e del mio sé proiettato nel futuro

sono sempre io,

incredibilmente mutevole,

con la possibilità di vivere serenamente il presente!

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