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Archive for the ‘prospettive’ Category

Dentro al mare

mare

Il mare,

si sente si sente, s’ode il suo richiamo di pace

scintilla, sfavilla nel vento,

rilascia, disperde nell’aria mille goccioline…

si illumina sereno con il sole che splende, che splende,

i suoi raggi penetrano dentro al mare,

i suoi raggi penetrano e raggiungono il fondale,

io sono dentro nel mare,

mi illumino di gioia quando vedo il sole,

quando odo il leggero scrosciare delle onde colme e serene del mare.

Sono dentro di me, eccole cantare le onde del mare,

cantano dolci melodie

e io, oscillando nel mare vedo i miei pensieri qui navigare

oscillo, oscillo nel mare,

tutto si muove,

risplendono le onde del mare,

che gioia, che luce,

rimango un pò a sognare,

in fondo, in fondo al mare, nel profondo del mio cuore…

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Quante ombre apparentemente statiche produce questa luna stanotte, non sono la sola a guardarla, lei regna suprema , non si vedono stelle vicino, forse si vergognano di mostrarsi così piccole e insicure. Inspiro un’aria tiepida, quasi primaverile, non sembra sopraggiungere l’inverno con le sue giornate pungenti.
Che serata stupenda! La solitudine mi sorride amica, posso gustare ogni raggio di luna, posso scrutare ogni forma creata dal buio che si trasforma in ombra. Non è poi così notte questa sera, non è poi così calda l’aria che respiro, non sono poi così sola. Tutto sfuma e assume nuovi significati: quello che di giorno appariva come un GinKgo biloba arricchito di sfumature arancioni come i tramonti invernali, si trasforma in mille ombre ondeggianti al vento, inquietanti tra il silenzio che sovrana l’atmosfera.
Sembra di essere entrata nel quadro di Magritte Empire of Light (L’Empire des lumières): non è notte e non è giorno, ma è mezzanotte e mezzogiorno… come rispecchia quello che sento in questo momento! Sono io, con la mia corporeità attualmente percepita, con i miei confini di pelle, che delimitano il mio essere. Sono vicina, a contatto, ma anche distante da te. La mia pelle non basta a proteggermi dall’esterno, basta una tua parola audace per ferirmi all’istante. Sono felice per la tua presenza nel mio cuore, ma triste per la tua assenza prolungata. Sono io e sono te, ma non sono proprio te e non sono unicamente io.

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Vi ringrazierei per la stima che mi dimostrate, perchè non avete mai voluto cambiarmi, perchè non litigate mai, vi ringrazierei per tante di quelle cose…
Quando entro in casa vengo circondata da un profumo intenso di funghi che mi fa sembrare di essere in un rifugio di montagna,
in agguato mi attende un gatto con gli occhi guardinghi, sembra una pantera nascosta dietro ad un albero pronta a sferrare l’ennesimo attacco,
seguono saluti e baci accoglienti, pronti a riscaldarmi dopo il lungo viaggio.
Scambio quattro chiacchiere
ed è questo il momento più significativo: scambiare quattro chiacchiere affondati sul divano senza dover pensare di adeguarsi a un modello di comportamento ideale, senza pensare troppo alle parole, chiacchierare con una coppia che ti ascolta
e sa ascoltare
ascolta ogni sciocco avvenimento: il ritardo del treno, il lavoro inatteso, il cliente soddisfatto, il cane addestrato, il temporale passato
ascolta e facilita la conversazione che diventa sempre più intrecciata di emozioni e ricordi
e poi arriva il momento di sedersi per la cena, è tutto pronto, come al solito, ad attenderci carotine, insalata, primo, secondo e dolce con la panna montata arricchita con sorrisi e risate.
Tutto qui,
è molto semplice entrare in casa e inserirsi nei discorsi
perchè qualsiasi cosa dici va bene,
perchè lì non è mai colpa di nessuno,
esistono solo diverse prospettive e punti di vista.
Arrriva il freddo serale, il gatto appollaiato sopra al termisofone,
il buio avanza e in casa cala una calma riposante e non è difficile vedere due persone appisolarsi sul divano, ancora sedute, fingendo di guardare ancora la televisione e il gatto diventa una borsa dell’acqua calda e un ottimo sonnifero.
Forse l’ospite interrompe la quiete, per ricordare il suo ruolo di ospite e quindi degna di maggior considerazione,
ma è giunta la sera e la voglia di uscire svanisce per prendere il posto ad una passiva e rilassante serata davanti alla tv, riscaldati dalla stretta vicinanza, dopo tanto tempo.
Quella notte cittadina riserva qualche rumorosa sveglia, ma poi ci si abitua.
Il mattino inizia con un probabile sorriso e la fatidica domanda: “dormito bene?”. La colazione con lo yogurt e i biscotti diventa una prospettiva allettante, per non parlare dell’infuso speciale, portato ad ebollizione con una fiamma debole che risveglia, a suo modo, la mente dopo quei lunghi e complicati sogni.
E siamo ancora pronti a parlare
di qualsiasi cosa, di qualunque argomento
e anche il silenzio è ben accetto:
vado bene così, mi vesto di un ruolo nuovo,
non devo recitare di stare bene con loro,
non devo dimostrare di saper fare,
quel che conta è che io sia lì!

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Sei diverso!

Salve a tutti,
sono la Società, la vostra società, mi sono infiltrata in questo blog come fa un virus con i vostri programmi e adesso scrivo un articolo anch’io tutto per voi! Di solito mi servo di strumenti di persuasione più efficaci e immediati che tu, caro lettore, conosci fin troppo bene: so che guardi la televisione ogni giorno, per fortuna ed io, presenza subdola, ti osservo come un fantasma e rido perchè tu te ne stai come un pirla a sperare,  con lo zapping, di trovare qualcosa di interessante e intanto ti invio i miei messaggi subconsci e tu ci caschi, di nuovo, come un pirla, perchè vedi, viaggio nella tua mente mentre scruti tra i vestiti del negozio più alla moda per trovare quello che ti piace di più, che in realtà so essere il vestito che IO ho detto che ti sta meglio, che non ti fa ingrassare. Sto parlando proprio a te, lettore mio, in cerca di risposte, ma perchè sprechi il tuo tempo a farti domande? Ci sono io qua a dirti come fare per farti stare meglio. Ti ho guardato mentre sfogliavi il giornale di moda dal medico, perchè non ce la facevi a sopportare quel silenzio mescolato da sguardi irruenti. Guardavi quelle donne ben truccate, ben vestite, ornate, addobbate come alberi di Natale e tu intanto ti sentivi una merda, che vittoria per me! Ti ricordi? è in quel momento che hai deciso di andare in palestra, non per piacere o per divertimento, ma per il divario percepito tra l’immagine di quella donna perfetta che ti presentavo e lo schifo che ti trovi a portarti appresso ogni giorno.
Sai, mi dispiace un pochino farti sentire così, ma è meglio che tu capisca subito che sbagli a cercare di essere diverso da come dico io, la diversità è sempre stata un problema, è questo, mio caro, che devi capire prima che sia troppo tardi, per evitare che tu prenda una drastica decisione e ti butta giù da un grattacielo. Io non voglio che tu muoia, mi servi anche tu per raggiungere il mio obbiettivo di sana omologazione sociale. E se non rispetti le regole che IO ti impongo, ti mando due miei psichiatri di fiducia e poi vedi…
E sorridi un pò, dai, lo sai che voglio che tu sia felice, se solo mi ascoltassi un pò di più!

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Sono semplicemente più bella di te, abbronzata, in forma, appena sfornata da una rivista di moda, perfettamente standardizzata, ma non me ne vanto, esco con te, facendo finta di non averci messo 2 ore per prepararmi e non voglio farti sentire a disagio, sono però sicuramente più socializzata e bella di te

Io ho solo un uomo e per questo sono superiore a te, perchè tu accetti e vivi la poligamia, quando anche i sassi sanno che non è naturale, è contro natura, so che i miei valori sono superiori ai tuoi, quindi tu non vali quanto me

Le tue usanze, i tuoi balli mi fanno ridere, i vostri modi di parlare mangiandovi le parole sono ridicoli, sembra che vi sputate a vicenda, l’italiano è più normale, mi rifiuto di parlare la tua lingua, è così ridicola, quindi stammi lontano

La mia religione è quella giusta, la sola rispettabile e la fonte di ogni mia certezza e sicurezza sul destino e la mia vita

La musica che tu ascolti è musica da sfigati, la mia musica rock è più musicale, è da persone normali

Il mio lavoro è molto più impegnativo e rispettabile del tuo, il tuo lavoro è da persone umili e non colte

La mia vita è superiore alla tua, perchè rispetto gli altri e non uso le persone, perchè gli altri sono preziosi

Io sono superiore a te semplicemente perchè tu sei diverso e per questo mi spaventi, rischi di mettermi in discussione

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Dottore, vede, sento di non avere vie d’uscita, quando avevo solo pochi anni sono stata maltrattata da mio padre e da allora vedo gli uomini solo come dei tiranni, non riesco a uscire da questo schema di relazione che si ripete sempre. Questo è la causa della mia attuale depressione, vede, non trovo niente di significativo in questa vita, non so come posso trovare la felicità e l’autorealizzazione. Mia madre pensa che tutti ce l’abbiano con lei ed io di conseguenza ho imparato ad avere paura di tutti e a sviluppare una qualche forma di sindrome paranoica che mi fa pensare che anche lei in questo momento ce l’abbia con me perchè la sto stressando. Non credo che possa essere produttivo venire da lei perchè ormai sono stata traumatizzata. Dice che solo un’analisi profonda di tutte queste cause passate potrà scardinare i miei sensi di colpa, derivanti da una fissazione allo stadio anale nel terzo anno di vita che mi comporta ossessioni multiple? Capisco, ma mi sento imprigionata, sento di non poter cambiare, oppure ci vorrebbero tanti anni, lei cosa ne pensa? Sono stanca, tutti mi deludono, il mondo intero è uno schifo, questa società di merda mi provoca tanti complessi e tanta insoddisfazione con le sue influenze subdole e telematiche. La mia vita sta tramontando verso orizzonti perduti, non riesco più a capire dove devo andare. Solo ripercorrendo assieme a lei le tappe e i traumi dell’infanzia, forse posso capire chi sono e quali sbagli ho fatto nel passato. Ma quanto profondo è questo iceberg? Quanti scavi devo attuare, per quanto tempo? Credevo di conoscermi, ma in realtà inconsciamente sapevo che dovevo rivolgermi a lei per cambiare, lei che possiede le chiavi d’accesso alla comprensione delle mie difficoltà quotidiane. A proposito, questa notte ho sognato che venivano i ladri in casa, cosa vuol dire? ah, la casa rappresenta la mia femminilità, il mio corpo, dice che ho dei problemi con l’altro sesso? Potrebbe essere, forse, beh, se me lo dice lei che è esperto, sarà sicuramente così. è strano perchè vengo da lei per avere delle risposte, ma lei non parla, dice che devo avere una sorta di illuminazione interiore. Non importa se ci vorranno degli anni, anche dieci anni, io sono disposta a fare un mutuo pur di essere felice fra 10 anni, lei mi dica cosa devo fare, si va bene, 3 volte alla settimana, ce la farò, pur di essere felice, un giorno. Mi sento comunque in scampo, fottuti i miei genitori che mi hanno traumatizzato, come faccio a proseguire nello sviluppo stadiale?

Mi scusi dottore, ma mi sente? Dice che anche lei rappresenta mio padre? Ma mi sta incastrando sempre di più, ogni cosa che le racconto si ricollega a qualche avvenimento passato o a qualche desiderio inconscio, ma dottore, come faccio a uscirne?Ah, devo imparare a conviverci, lei mi darà gli attrezzi per compiere scavi archeologici, ma io le avevo solo chiesto come essere felice

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“Ma sia che assumiamo un’espressione gioiosa o una triste, nel farla nostra e nel sottolinearla diamo la definizione del nostro umore dominante. Quindi fintanto che restiamo sotto l’influenza di questa nostra consapevolezza, non soltanto viviamo ma RECITIAMO: creiamo e rappresentiamo il personaggio che ci siamo scelti, indossiamo i calzari della riflessione, difendiamo e idealizziamo le nostre passioni, ci incoraggiamo con eloquenza ad esser ciò che siamo, affezionati, sprezzanti, indifferenti o severi; recitiamo soliloqui (davanti ad un pubblico immaginario) e ci avvolgiamo con grazia nel manto del nostro inalienabile PERSONAGGIO. Così drappeggiati chiediamo l’applauso e ci aspettiamo di morire in un rispettoso silenzio. Ci ripromettiamo di vivere secondo i nobili sentimenti che abbiamo espresso, così come cerchiamo di credere nella religione che professiamo. Maggiori sono le difficoltà e più grande è il nostro zelo. Dietro i principi da noi professati ed il nostro linguaggio impegnato dobbiamo nascondere con cura tutte le DISSONANZE dei nostri umori o comportamenti, e ciò senza ipocrisia, poichè il nostro CARATTERE RIFLESSO è la parte più genuina di noi stessi, più di quanto non lo sia il flusso dei nostri sogni involontari. Il quadro che dipingiamo in questo modo e mostriamo come nostro VERO RITRATTO può ben essere solenne come vuole la tradizione, con colonne, tendaggi, paesaggi lontani e dita sollevate ad indicare mappamondi o il teschio di Yorick, ma se questo stile ci è naturale e la nostra ARTE è sincera, quanto più trasfigurerà il suo originale, tanto più sarà veramente e profondamente artistico. L’austero torso di una scultura arcaica, un blocco a malapena umano, esprimerà un’anima assai meglio dell’aria addormentata di un individuo che si è appena svegliato o delle sue occasionali smorfie. Chiunque sia sicuro delle proprie idee, fiero del proprio lavoro o sollecito del proprio dovere, assume una MASCHERA tragica: la reputa essere il suo io e le affida quasi tutta la sua vanità. Pur essendo ancor vivo e quindi sottoposto, come tutto ciò che esiste, al flusso insidioso dela sua stessa sostanza, egli ha cristallizzato la sua anima in un’idea e, con più orgoglio che rimpianto, ha immolato la propria vita sull’altare delle Muse. La coscienza di sé, come qualsiasi arte o scienza, trasforma la sua materia in un nuovo mezzo di comunicazione, quello delle idee, nel quale perde le dimensioni ed il posto precedenti. Le nostre abitudini animali sono trasformate dalla coscienza in lealtà e doveri e diventiamo “PERSONE” o MASCHERE.” Santayana

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