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Archive for the ‘ricordi’ Category

Divertente… credere di ballare su un dolce prato verde ed accorgersi di sgattaiolare dal cornicione, mentre il cuore impazzito fa tremare il grattacielo

divertente…abbassare lo sguardo e sentire un caldo liquido che avvolge tutto il corpo, dopo che il cuore, come un pomodoro viene lentamente tagliato a fettine sottili

divertente…continuare a guardare il cielo, nonostante sia sempre notte, aspettando che venga giorno e sapendo che non verrà mai

entusiasmante… capire all’istante di come certi eventi si ripetono senza senso, come se non fosse bastato quel che è stato

e l’ennesima primavera sboccia tra un fiore che nasce ed uno che muore, altalenando il bisogno di distanza e il desiderio di vicinanza, tra la vita e il desiderio, tra la morte del mistero

divertente tutto ciò, se solo riuscissi ad osservare tutto con distacco, come un consumatore di film al cinema, entrerei ed uscirei da quel sentire, da quella visione, da quella realtà virtuale

e va bene

fammi cadere! tagliami pure! oscura il mio cielo! fai cadere tutte le stelle! fammi rivivere le stesse paure! calpesta il mio giardino fiorito! avvicinati e poi allontanarti! diventa protagonista del mio film!

fallo pure! questa volta però non sarò da sola, c’è una rete così solida che mi farà giocare mentre rimbalzerò scivolando dal cornicione, una rete spessissima che raccoglierà tutto quel liquido rosso e riempirà quel vuoto che avrai lasciato, che terrà strette le stelle inventandone di altre, che manterrà il terreno solido mentre i fiori si rialzeranno, divertiti anche loro della danza del tuo passaggio, poi però la rete potrà anche catturarti se ce ne sarà bisogno, e tu, semplicemente, scomparirai dalla scena!

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Poesia e musica

Le note si trasformano d’improvviso in poesia, mentre la poesia diviene improvvisazione nella musica,

col pianoforte sento le tue emozioni sciogliersi in sala, mentre la platea rimane catturata dalla tua piccolezza,

anima sensibile e timida, curiosamente impaurita da tanta gente,

sento la tua angoscia, sento le tue emozioni che diventano mie

gocce di te che piangono dentro noi mentre leggi quelle poesie intonate alle tue note

e continui a suonare, immagini si alternano, prevale confusione tra la ricerca di verità e la paura della solitudine.

Ancora rivedo il tuo viso cimentarsi nella lettura, tuo padre c’era, anzi tuo papà,

era lì attravero i versi trasformati in musica.

Poi ancora poesia, altra autrice, altri versi, stessa improvvisazione,

che sollievo, un pò di pace, e vedo trasformarsi in gocce i ricordi della mamma,

mamma svanita troppo presto, per chi avrebbe potuto gustarsi la mamma

ma per la sua perdita,  non ha potuto godere neanche del papà.

Mi distacco senza rumore da tale sofferenza, non mi appartiene,

scavalcano dentro me interrogativi che cancello subito e mi lascio sentire

e mi lascio vivere con tutta quella poesia trasformata in musica e movimento.

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un-pezzo, una delusione

Avevo chiesto niente imprevisti, cara neve e mi hai ascoltato, sono felice e soddisfatta, ma un pò di santa pace era proprio qualcosa da scartare?

Selva dà e Selva toglie, dona amore ed entusiasmo di nuovi incontri, poi decide quando allontanare le strade dei tuoi amici,

non posso controllare le strade percorse da altri, nemmeno i loro cuori o i loro pensieri,

ho bisogno di cambiare specchi, troppo distorta l’immagine che mi viene rimandata.

No grazie, non concepisco una simile relazione.

Eppure c’erano tutti i segnali fino da principio, ma non li ho ascoltati: stessa città, stessa dolcezza, stessa cadenza e solo dopo anni mi accorgo della somiglianza, quella tragica consapevolezza di avere di fronte un pezzo di carta che si aggira per la città inquinata con scritto in testa solo poche lettere, quante basta per cancellare tutto il resto. Nient’altro acquista senso al di fuori di quelle quattro, cinque lettere. Sei un pezzo di carta da scrivere a seconda delle curve che vedi di fronte, e ti dipingi di arancione o verde a seconda del quadro che hai a disposizione. Esagero, dici, faccio la tragica aggiungi, scusa se non sono come te.

Invidia, rabbia, gelosia, rabbia e di nuovo rabbia,

perchè non sai porti per quello che sei fin dall’inizio,

per preferire un oceano di falsità a ondate di verità,

sei solo e lo rimarrai sempre, se gli altri ti servono da soprammobile,

sei illuso di non esserlo più, ma non è vero.

Vieni incontro agli altri finchè pensi possano essere preziosi, per il tuo benessere, poi li lasci andare e grazie di tutto!

Hai un insalata di parole che sciogliendosi mandano in fumo quello che eri, che pensavo che fossi e che ti sei ostinato a presentare.

Ma questa volta ce la posso fare a vederti per come sei e non per quello che avrei sempre voluto che tu fossi, avrei solo voluto saperlo prima…ora vorrei serenamente andare non inseguendo la tua ombra, non cercando una parola di supporto o un tuo consiglio, o un tuo saggio ascolto, egoista come non mai, bugiardo nel tuo desiderio di rispettare gli altri, non dici a te stesso che sei solo per te e per nessun altro!

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Ho respirato dei sogni nell’aria fresca profumata di neve, immaginando di realizzarli con coraggio e fiducia, anche se avere fiducia è un pò come morire, o almeno non ascoltare quella parte conservatrice che rassicura e respinge il cambiamento

Ho capito di andare bene così anche se non vado bene ad altre persone e che gli altri vanno bene così, anche se possono non andare bene a me

Ho conosciuto persone straordinarie per la bellezza del loro sguardo, mentre comprendono il mio e si avvicinano al mio mondo

Ho riletto delle relazioni come dono di Dio, incontri divini con menti giocose credenti nella bellezza della diversità

Ho ricominciato a credere nella leggerezza del pensiero positivo che mi porta ad amare un fiocco di neve caduto inatteso sulla mia mano mentre sono intenta a partire, mi fa contemplare il Sassolungo trasformato per l’occasione in un morbido pandoro, mi fa sentire padre Filippo camminare al mio fianco mentre ci avventuriamo alla scoperta delle cascate perdute ed i passi pesanti sprofondano nella neve

Siamo noi che decidiamo come trasformare l’esperienza vissuta assieme, in un quotidiano impegno verso l’apertura all’altro

Siamo noi che possiamo trasformare la nostra vita in poesia, soprattutto se c’è stata data una seconda possibilità per vivere e rivedere negli occhi l’amore delle persone care

“Ti sono vicino e ti capisco”: parole magiche che possono trasformare un intima paura, in un desiderio condiviso di incontro.

sassolungo-fumante

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Inseguendo il sole

Ti ho aspettato amore troppo,
troppo tempo ho atteso che mi leggessi la mente,
che guidassi i miei giorni
cullandomi con la tua musica incantatrice
e accompagnandomi nella realizzazione di un sogno antico,
mi hai insegnato ad aspettare,
ad amare il tramonto annuvolato
anche se sono preoccupata,
ad amare me stessa
anche se non sono perfetta.
Sei stato così dolce e altruista
da farmi apparire le vecchie relazioni
solo nudi spogli alberi invernali
tra il freddo bosco dei miei ricordi.
E non è un illusione,
non è il mio modo di costruirti altro da te,
sei così tranquillo, da far apparire
il sole in movimento troppo agitato per godersi
ogni giorno quel lungo viaggio.
Siamo noi che corriamo continuamente inseguendo il sole,
guidati dai nostri sogni che prendono forma e si realizzano assieme

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Ho trovato un equilibrio tra il mio bisogno di averti sempre accanto, di sapere che sei mio, di sentirti in continuazione e il tuo desiderio di essere libero da legami stretti.
Ho trovato la giusta distanza tra me e te, due mondi paralleli, diversi nel loro divenire e nel loro modo di essere costruiti e vissuti.
Riesco a vivere anche se non sei qui, riesco a non soffrire se non ti vedo per un pò di tempo.
Riesco a vivere senza di te, anche se un giorno ho pensato che eri fatto solo per me, ora so che puoi volare via da me senza che per questo mi sento minacciata.
Ti sento comunque vicino a me e non mi tormento per la tua assenza, con domande e interrogativi angoscianti.
La vita è fatta di separazioni, distanze forzate e fortunate lontananze, da vivere per la ricchezza che danno con l’immensità di pensieri e sentimenti non detti, alimentati da un ricordo, una telefonata o una lettera perduta come qualcosa di passato che non tornerà.
Rimangono apparentemente sola con il ricordo di te e la tua rassicurante presenza, costante dentro di me che placa ogni mia preoccupazione e mi ricorda di non prendere troppo seriamente questa pazza signora vita!

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Lascio scivolare il mio corpo assopito tra le lenzuola

e ricordo la sveglia musicale che si confondeva nei miei sogni, divenendone protagonista

ma la realtà era dolce al mio risveglio

caprioli che correvano nei prati e colazioni fumanti mi attendevano.

Incontro sorrisi e sguardi di ammirazione e amicizia,

scendo le scale con fatica, ma con la gioia dell’incontro con altri Selvatici,

osservo se sei già arrivato, ti vedo, prendo la tazza e mi siedo accanto a te, mentre la musica ancora accesa rimbomba dentro me amplificando i battiti del mio cuore impazziti.

Mi chiedo cosa ho fatto per meritarti, ti sfioro e sento una scossa improvvisa al tuo tocco,

sei accanto a me e tutto il mondo fuori perde di importanza, conta solo il tuo sorriso coerente con quegli occhi dolci innamorati di me.

Per quanto tu sia esistito veramente,

ora sembri un fantasma, una mia allucinazione

e se penso che tutto quello che ho provato nasce da una storia che mi sono consapevolmente inventata, penso di essere una pazza e tutto perde senso

Sei esistito per tanto tempo nel mio passato perchè io ho deciso di farti esistere dentro di me per tutto quel tempo, eppure sembra tutto un controsenso

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