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Archive for the ‘senso’ Category

sogni infranti

Forse c’è un motivo se la mia casa si è distrutta e assieme ai muri graffiati dalla mia sofferenza, si sono sgretolate le mie illusioni di vivere con persone come le avrei volute io.

Che mi rimane di quel desiderio di incontrarti di nuovo? Sento solo un freddo e impacciato dolore che si affaccia a quelle finestre che avevamo costruito insieme. e invece che hai fatto? le hai prese, le hai aperte tutte e poi le hai chiuse così forte da farmi percepire il tremito dei muri che al ritmo dei miei battiti si distruggevano

decido di piangere perchè forse è la cosa migliore da fare adesso, mentre vedo i sogni che dinanzi sfumano e diventano nebbia che ostacola il mio cammino

ma dove sto andando e chi ho al mio fianco? un fantasma costruito da me e poi un altro e un altro ancora

e allora affogo questa tristezza nel mare della delusione perchè io non ci sono mai stata come pensavo di esserci al tuo fianco

il volume è troppo alto, spegni questa musica che fa tossire il mio cuore mentre il sangue pulsa ancora

alla fine sono ancora viva, tra le lacrime e la tristezza, se sto strisciando è perchè sono ancora viva, comunque sia, sono ancora io anche se a pezzi

ma chi ho intorno? specchi che si rompono guardandoli dentro per come sono veramente

urlo così forte che si rompe anche quel quadro che per terra mi guardava, forse l’ultimo che mi rimaneva tra la polvere di questi sogni infranti

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Strano ascoltare

Silenzio, tra le pagine non ancora scritte del mio diario, nell’attesa di vederti e di capirti

pace e gioia semplicemente perchè sei qui con me, un sogno vivente che si muove tra la gente

emozione nuova, non guardarmi così vicino, non lo fa nessuno

sei troppo semplicemente sopra le righe, con il tuo modo d’essere accogliente,

con i tuoi discorsi privi di ragione, con la tua personalità inventata.

Cerco di leggerti tra le pagine dei miei ricordi, ma niente,

sei completamente nuovo e inaspettato,

ancora non capisco che ci fai nella mia vita

e come fai a condirla così perfettamente da farmi sentire una regina!

Grazie dei giudizi che non mi hai dato,

delle risposte che non ho avuto

e di tutto quello che implicitamente mi hai comunicato

con i tuoi gesti, il tuo modo di fare semplice e il tuo ritmo lento,

come se vivessi in un mondo parallelo al mio,

dove si gioca e ci si diverte di più,

dove c’è tempo per rilassarsi e scherzare delle difficoltà che non lo sono più

perchè sono state sgretolate dalla tua arte oratoria

e dalla tua analisi pacata della situazione.

Ed in questo mondo dove alcuni si divertono ad entrare,

penso di aver avuto la fortuna di passare anch’io

per un’occasione, un’oppurtunità creata

anche se solo per poco tempo, anche se solo per un giorno,

ma in quello le nostre anime hanno ballato, giocato, scherzato e ancora imparato.

Grazie per essere stato presente continuamente ai miei perchè e alle mie preoccupazioni,

tu che non te ne occupi prima inutilmente, ma che apprezzi il tempo per sfruttare le risorse che hai a disposizione

adeguato a quel presente che ti costruisci e a quella platea che tra lo stupore e la confusione ti sta ad ascoltare.

Sto ad ascoltarti anch’io divertita dalla tua creatività

ed ancora sei per me un mistero, una presenza indecifrabile

come un acobaleno tra il cielo azzurro che sfoggia la sua originalità!

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color

Per chi vuole partire domani per scappare dalle relazioni di oggi e non si accorge di ripetere sempre gli stessi errori, come una televisione rotta che rende tutte le immagini verdi

per chi vuole comprare una macchina nuova pensando di comprare la forza e la determinazione, quando tutti sanno che non si potranno mia comprare,

per chi teme di esporsi per la paura di dire cosa pensa, pur sapendo che sta facendo torto solo a se stesso,

per chi ama così tanto, da lasciare amare anche l’altra persona, senza volerla soffocare,

per chi vive del sorriso dei bambini, della loro gioia incantevole

per chi è felice solo quando è il migliore, perchè in fondo sa benissimo di essere una schifezza

per chi non è più in grado di sognare ad occhi aperti, perchè non ha più sogni da dipingere nelle nuvole

per chi giace alla base dello scivolo, senza accorgersi di essersi gettato lui a terra,

per chi non sa proprio cosa fare, perchè in realtà ci sono così tante cose, che è inutile scegliere quella migliore

per chi mi conosce e non ha ancora capito niente di me,

auguro un giorno nuovo, di quelli mai visti, di quelli che ti svegli al mattino e non riesci a tenere gli occhi aperti dalla luce forte che entra dalla finestra, di quelli in cui ti senti un leone e sai che ce la puoi fare, di quelli in cui ti scrolli di dosso le paure e inizi a volare fuori e dentro di te

libero di esprimere tutto il tuo essere complicato e sincero in un intreccio di emozioni e contrasti che rendono la vita una macedonia di frutta squisitamente buona, tutta da gustare

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un-pezzo, una delusione

Avevo chiesto niente imprevisti, cara neve e mi hai ascoltato, sono felice e soddisfatta, ma un pò di santa pace era proprio qualcosa da scartare?

Selva dà e Selva toglie, dona amore ed entusiasmo di nuovi incontri, poi decide quando allontanare le strade dei tuoi amici,

non posso controllare le strade percorse da altri, nemmeno i loro cuori o i loro pensieri,

ho bisogno di cambiare specchi, troppo distorta l’immagine che mi viene rimandata.

No grazie, non concepisco una simile relazione.

Eppure c’erano tutti i segnali fino da principio, ma non li ho ascoltati: stessa città, stessa dolcezza, stessa cadenza e solo dopo anni mi accorgo della somiglianza, quella tragica consapevolezza di avere di fronte un pezzo di carta che si aggira per la città inquinata con scritto in testa solo poche lettere, quante basta per cancellare tutto il resto. Nient’altro acquista senso al di fuori di quelle quattro, cinque lettere. Sei un pezzo di carta da scrivere a seconda delle curve che vedi di fronte, e ti dipingi di arancione o verde a seconda del quadro che hai a disposizione. Esagero, dici, faccio la tragica aggiungi, scusa se non sono come te.

Invidia, rabbia, gelosia, rabbia e di nuovo rabbia,

perchè non sai porti per quello che sei fin dall’inizio,

per preferire un oceano di falsità a ondate di verità,

sei solo e lo rimarrai sempre, se gli altri ti servono da soprammobile,

sei illuso di non esserlo più, ma non è vero.

Vieni incontro agli altri finchè pensi possano essere preziosi, per il tuo benessere, poi li lasci andare e grazie di tutto!

Hai un insalata di parole che sciogliendosi mandano in fumo quello che eri, che pensavo che fossi e che ti sei ostinato a presentare.

Ma questa volta ce la posso fare a vederti per come sei e non per quello che avrei sempre voluto che tu fossi, avrei solo voluto saperlo prima…ora vorrei serenamente andare non inseguendo la tua ombra, non cercando una parola di supporto o un tuo consiglio, o un tuo saggio ascolto, egoista come non mai, bugiardo nel tuo desiderio di rispettare gli altri, non dici a te stesso che sei solo per te e per nessun altro!

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Con te

Mille gocce d’argento vedo scendere in questa tempesta,
sento il loro canto, mentre danzando si sfiorano e raggiungono il terreno,
un vento prepotente si agita attorno al mio cuore, lo spinge, lo scalda, lo colora di un rosso rovente
e allora il mio cuore infuocato si espande,
irradiando di energia ogni parte del mio corpo:
è l’amore.
Le mie palpebre si aprono come petali rosa al sole
e svelano agli occhi il mondo, con tutti i suoi misteri.
Tuffo i miei pensieri nel mare azzurro di fantasia che reggo in mano,
li vedo agitarsi, creare vortici e poi calmarsi.
Così la mia mente è sempre attiva,
smetto di studiare e lei colma di gioia, inizia a formulare pensieri su pensieri
come fosse la sua attività naturale…
e giungo in cima ad una prorompente montagna,
i capelli si lasciano spettinare da ques’aria fredda.
Inspiro e mi accorgo che non avevo mai conosciuto la vera gioia di vivere
perchè non avevo mai amato come ora amo te.
Non avevo mai vissuto così fiduciosa,
perchè non ti avevo mai conosciuto prima.
Vorrei aprire gli occhi adesso
e vedere le persone sorridermi, accogliermi, non allontanarsi da me.
Vorrei venirmi incontro un’altra me, quell’io che rifiuto, accoglierlo nella mia vita per modificarlo.
Ogni animale, ogni albero, ogni creazione dell’uomo ha una sua funzione,
anch’io ho una funzione in questo mondo,
sono stata creata per autorealizzarmi,
per rendere la mia vita un opera bellissima
e servi tu, più di tutto a colmarla,
a darci un senso, a renderla magica,
una vita speciale che vale la pena essere vissuta.
Con te vorrei realizzare tutti i miei desideri,
con te voglio viverci una vita intera,
con te voglio condividere tutti i miei pensieri, tutte le mie emozioni.
Ti accolgo ancora oggi dentro di me…ti parlo, tu ascolti e ti dico…ti amo

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Aspetto di partire per un nuovo viaggio, ascolto il vento sussurrarmi dove andare, meglio agire e non pensare troppo alla ricerca di un senso che non c’è in sé, ma sono io che lo trovo. Come se ci fosse un legame significante tra tutti gli eventi accaduti nel passato che li lega annodandoli tra loro entro un coerente disegno prestabilito.

Ma siamo in balia degli eventi casuali che accadono e ogni giorno dobbiamo dimostrare al mondo di non averne paura, sempre pronti a ripartire, ripercorrere le stesse abitudini, incontrare gli stessi visi, tranquilizzati dalla stabilità e la ripetitività delle persone che incontriamo

e se fosse tutto casuale, che senso avrebbe tutto ciò? Quello che noi troviamo in quel momento. Non c’è altro.

Perdiamo guide speciali, senza un sacro perchè, ma semplicemente perchè in quel momento hanno perso l’equilibrio e la terra sotto i loro saggi piedi

Calpestiamo gli altri senza volerlo per una parola che ferisce senza intenzionalità

Restiamo soli senza motivo e guardiamo il cielo inerme e la luna che ride di noi

Sento l’avventura che non mi spaventa, pronta a ripartire e ad affrontare le imprevedibili intenzionalità altrui e la natura impetuosa con le sue tempeste e soli acciecanti

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“Ma sia che assumiamo un’espressione gioiosa o una triste, nel farla nostra e nel sottolinearla diamo la definizione del nostro umore dominante. Quindi fintanto che restiamo sotto l’influenza di questa nostra consapevolezza, non soltanto viviamo ma RECITIAMO: creiamo e rappresentiamo il personaggio che ci siamo scelti, indossiamo i calzari della riflessione, difendiamo e idealizziamo le nostre passioni, ci incoraggiamo con eloquenza ad esser ciò che siamo, affezionati, sprezzanti, indifferenti o severi; recitiamo soliloqui (davanti ad un pubblico immaginario) e ci avvolgiamo con grazia nel manto del nostro inalienabile PERSONAGGIO. Così drappeggiati chiediamo l’applauso e ci aspettiamo di morire in un rispettoso silenzio. Ci ripromettiamo di vivere secondo i nobili sentimenti che abbiamo espresso, così come cerchiamo di credere nella religione che professiamo. Maggiori sono le difficoltà e più grande è il nostro zelo. Dietro i principi da noi professati ed il nostro linguaggio impegnato dobbiamo nascondere con cura tutte le DISSONANZE dei nostri umori o comportamenti, e ciò senza ipocrisia, poichè il nostro CARATTERE RIFLESSO è la parte più genuina di noi stessi, più di quanto non lo sia il flusso dei nostri sogni involontari. Il quadro che dipingiamo in questo modo e mostriamo come nostro VERO RITRATTO può ben essere solenne come vuole la tradizione, con colonne, tendaggi, paesaggi lontani e dita sollevate ad indicare mappamondi o il teschio di Yorick, ma se questo stile ci è naturale e la nostra ARTE è sincera, quanto più trasfigurerà il suo originale, tanto più sarà veramente e profondamente artistico. L’austero torso di una scultura arcaica, un blocco a malapena umano, esprimerà un’anima assai meglio dell’aria addormentata di un individuo che si è appena svegliato o delle sue occasionali smorfie. Chiunque sia sicuro delle proprie idee, fiero del proprio lavoro o sollecito del proprio dovere, assume una MASCHERA tragica: la reputa essere il suo io e le affida quasi tutta la sua vanità. Pur essendo ancor vivo e quindi sottoposto, come tutto ciò che esiste, al flusso insidioso dela sua stessa sostanza, egli ha cristallizzato la sua anima in un’idea e, con più orgoglio che rimpianto, ha immolato la propria vita sull’altare delle Muse. La coscienza di sé, come qualsiasi arte o scienza, trasforma la sua materia in un nuovo mezzo di comunicazione, quello delle idee, nel quale perde le dimensioni ed il posto precedenti. Le nostre abitudini animali sono trasformate dalla coscienza in lealtà e doveri e diventiamo “PERSONE” o MASCHERE.” Santayana

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