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Archive for the ‘significati’ Category

Quante ombre apparentemente statiche produce questa luna stanotte, non sono la sola a guardarla, lei regna suprema , non si vedono stelle vicino, forse si vergognano di mostrarsi così piccole e insicure. Inspiro un’aria tiepida, quasi primaverile, non sembra sopraggiungere l’inverno con le sue giornate pungenti.
Che serata stupenda! La solitudine mi sorride amica, posso gustare ogni raggio di luna, posso scrutare ogni forma creata dal buio che si trasforma in ombra. Non è poi così notte questa sera, non è poi così calda l’aria che respiro, non sono poi così sola. Tutto sfuma e assume nuovi significati: quello che di giorno appariva come un GinKgo biloba arricchito di sfumature arancioni come i tramonti invernali, si trasforma in mille ombre ondeggianti al vento, inquietanti tra il silenzio che sovrana l’atmosfera.
Sembra di essere entrata nel quadro di Magritte Empire of Light (L’Empire des lumières): non è notte e non è giorno, ma è mezzanotte e mezzogiorno… come rispecchia quello che sento in questo momento! Sono io, con la mia corporeità attualmente percepita, con i miei confini di pelle, che delimitano il mio essere. Sono vicina, a contatto, ma anche distante da te. La mia pelle non basta a proteggermi dall’esterno, basta una tua parola audace per ferirmi all’istante. Sono felice per la tua presenza nel mio cuore, ma triste per la tua assenza prolungata. Sono io e sono te, ma non sono proprio te e non sono unicamente io.

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“Ma sia che assumiamo un’espressione gioiosa o una triste, nel farla nostra e nel sottolinearla diamo la definizione del nostro umore dominante. Quindi fintanto che restiamo sotto l’influenza di questa nostra consapevolezza, non soltanto viviamo ma RECITIAMO: creiamo e rappresentiamo il personaggio che ci siamo scelti, indossiamo i calzari della riflessione, difendiamo e idealizziamo le nostre passioni, ci incoraggiamo con eloquenza ad esser ciò che siamo, affezionati, sprezzanti, indifferenti o severi; recitiamo soliloqui (davanti ad un pubblico immaginario) e ci avvolgiamo con grazia nel manto del nostro inalienabile PERSONAGGIO. Così drappeggiati chiediamo l’applauso e ci aspettiamo di morire in un rispettoso silenzio. Ci ripromettiamo di vivere secondo i nobili sentimenti che abbiamo espresso, così come cerchiamo di credere nella religione che professiamo. Maggiori sono le difficoltà e più grande è il nostro zelo. Dietro i principi da noi professati ed il nostro linguaggio impegnato dobbiamo nascondere con cura tutte le DISSONANZE dei nostri umori o comportamenti, e ciò senza ipocrisia, poichè il nostro CARATTERE RIFLESSO è la parte più genuina di noi stessi, più di quanto non lo sia il flusso dei nostri sogni involontari. Il quadro che dipingiamo in questo modo e mostriamo come nostro VERO RITRATTO può ben essere solenne come vuole la tradizione, con colonne, tendaggi, paesaggi lontani e dita sollevate ad indicare mappamondi o il teschio di Yorick, ma se questo stile ci è naturale e la nostra ARTE è sincera, quanto più trasfigurerà il suo originale, tanto più sarà veramente e profondamente artistico. L’austero torso di una scultura arcaica, un blocco a malapena umano, esprimerà un’anima assai meglio dell’aria addormentata di un individuo che si è appena svegliato o delle sue occasionali smorfie. Chiunque sia sicuro delle proprie idee, fiero del proprio lavoro o sollecito del proprio dovere, assume una MASCHERA tragica: la reputa essere il suo io e le affida quasi tutta la sua vanità. Pur essendo ancor vivo e quindi sottoposto, come tutto ciò che esiste, al flusso insidioso dela sua stessa sostanza, egli ha cristallizzato la sua anima in un’idea e, con più orgoglio che rimpianto, ha immolato la propria vita sull’altare delle Muse. La coscienza di sé, come qualsiasi arte o scienza, trasforma la sua materia in un nuovo mezzo di comunicazione, quello delle idee, nel quale perde le dimensioni ed il posto precedenti. Le nostre abitudini animali sono trasformate dalla coscienza in lealtà e doveri e diventiamo “PERSONE” o MASCHERE.” Santayana

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tramonto

Dalle prime luci dell’alba

alle ultime del tramonto,

tra le stelle che brillano nel buio

ed i raggi di sole fra le nuvole,

ogni istante della nostra vita risplende come un DONO

prezioso per noi.

è dolce ASSAPORARE ogni momento,

con la gioia nel cuore e con il desiderio di sperimentare

l’ebbrezza delle scoperta del presente.

Con gli occhi innocenti, liberi

come quelli di un bambino

riusciamo a stupirci

per le meraviglie che ci circondano:

l’incanto di una distesa verde,

il sole che splende,

i fiori bianchi di un vecchio albero,

sorridenti tra l’azzuro del cielo che li accoglie.

Sono fortunati i bambini che vivono in un’altra dimensione dell’anima

nella quale la SPENSIERATEZZA regna suprema,

conferendo un sapore unico alla vita

e trasformando come per magia, ogni cosa,

in un arcobaleno di colori.

Se guardi bene, con occhi diversi,

oltre l’orizzonte, o anche non molto lontano da te,

sei circondato di meraviglie,

che solo una mente creativa sa cogliere

perché si lascia incantare continuamente

da particolari inosservati da altri.

Nella solitudine della propria anima che dialoga con se stessa

c’è un profondo di parole non pronunciate,

l’ascolto di se stessi, dei propri dubbi,

delle paure che ostacolano il cammino.

In compagnia della propria solitudine,

possiamo accedere a stati non ordinari di coscienza,

riflettere sul senso della propria vita,

o ammirare semplicemente la bellezza della natura.

Esistono luoghi privilegiati nei quali ritrovare se stessi

e creare un ponte con la propria interiorità,

per esplorare l’abisso di misteri che regna dentro di noi.

E si aprono porte mai aperte, verso l’infinito dentro noi stessi

alla ricerca di un equilibrio interiore,

una sintonia fra noi e il mondo

che porta una dolce e totale fusione con la natura.

In questo crocevia di strade,

con l’incontro di altri inaspettati,

ti ritrovi a camminare assieme

a chi è per te importante.

Scoprirai chi sei nello sguardo delle persone che ti vogliono bene.

Troverai te stesso nell’immagine riflessa che ti rimandano gli altri:

l’identità non appartiene esclusivamente all’individuo

ma si sviluppa sempre all’interno di una interazione e di un contesto!

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mondo.jpg

La realtà è il film che tu proietti dentro te, dentro la tua mente

poi apri gli occhi al mondo e cerchi fuori di te

conferme alle scene che ti aspetti di trovare.

Ognuno configura la realtà in modo differente

e crea una versione della realtà

che talvolta crede l’unica possibile,

la più vera e giusta.

E il film preferito, così gelosamente mantenuto e segretamente coltivato

è difficile da modificare:

siamo disposti a interagire con gli altri

ma ci troviamo meglio con chi condivide

i valori, le aspettative, le regole di comportamento,

i nostri racconti con la stessa trama e la stessa conclusione

e allora condividiamo storie con altri

che confermano il nostro film.

Camminiamo per le strade del mondo

con una sfera in mano custodendo il nostro personale mondo di significati,

il modo di interpretare la realtà,

ed ognuno ha una sfera differente

che funge da principio riorganizzatore e significante

delle moltiplici esperienze che vive.

E magari qualcuno riesce a dare una sbirciatina

alla nostra preziosa sfera

e a perturbare il nostro modo di concepire la realtà,

la nostra modalità prevalente di funzionamento,

se non abbiamo sofferto così tanto

da aver costruito una parete dorata

che pietrifica la nostra sfera in una roccia

impenetrabile agli occhi esterni e

a differenti versioni della realtà.

Sei davvero pronto a perturbare il tuo mondo, le tue credenze e convinzioni?

è più semplice accusare gli altri di aver costruito una sfera sbagliata, semplicemente perchè differente dalla tua:

nessuna implosione, nessun turbamento,

meglio una desertica tranquillità

meglio tenere stretta la propria sfera tra le mani,

nasconderla alle critiche altrui

e chiudere gli occhi,

godendosi ogni giorno il proprio film preferito!

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