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Archive for the ‘verità’ Category

“Ma sia che assumiamo un’espressione gioiosa o una triste, nel farla nostra e nel sottolinearla diamo la definizione del nostro umore dominante. Quindi fintanto che restiamo sotto l’influenza di questa nostra consapevolezza, non soltanto viviamo ma RECITIAMO: creiamo e rappresentiamo il personaggio che ci siamo scelti, indossiamo i calzari della riflessione, difendiamo e idealizziamo le nostre passioni, ci incoraggiamo con eloquenza ad esser ciò che siamo, affezionati, sprezzanti, indifferenti o severi; recitiamo soliloqui (davanti ad un pubblico immaginario) e ci avvolgiamo con grazia nel manto del nostro inalienabile PERSONAGGIO. Così drappeggiati chiediamo l’applauso e ci aspettiamo di morire in un rispettoso silenzio. Ci ripromettiamo di vivere secondo i nobili sentimenti che abbiamo espresso, così come cerchiamo di credere nella religione che professiamo. Maggiori sono le difficoltà e più grande è il nostro zelo. Dietro i principi da noi professati ed il nostro linguaggio impegnato dobbiamo nascondere con cura tutte le DISSONANZE dei nostri umori o comportamenti, e ciò senza ipocrisia, poichè il nostro CARATTERE RIFLESSO è la parte più genuina di noi stessi, più di quanto non lo sia il flusso dei nostri sogni involontari. Il quadro che dipingiamo in questo modo e mostriamo come nostro VERO RITRATTO può ben essere solenne come vuole la tradizione, con colonne, tendaggi, paesaggi lontani e dita sollevate ad indicare mappamondi o il teschio di Yorick, ma se questo stile ci è naturale e la nostra ARTE è sincera, quanto più trasfigurerà il suo originale, tanto più sarà veramente e profondamente artistico. L’austero torso di una scultura arcaica, un blocco a malapena umano, esprimerà un’anima assai meglio dell’aria addormentata di un individuo che si è appena svegliato o delle sue occasionali smorfie. Chiunque sia sicuro delle proprie idee, fiero del proprio lavoro o sollecito del proprio dovere, assume una MASCHERA tragica: la reputa essere il suo io e le affida quasi tutta la sua vanità. Pur essendo ancor vivo e quindi sottoposto, come tutto ciò che esiste, al flusso insidioso dela sua stessa sostanza, egli ha cristallizzato la sua anima in un’idea e, con più orgoglio che rimpianto, ha immolato la propria vita sull’altare delle Muse. La coscienza di sé, come qualsiasi arte o scienza, trasforma la sua materia in un nuovo mezzo di comunicazione, quello delle idee, nel quale perde le dimensioni ed il posto precedenti. Le nostre abitudini animali sono trasformate dalla coscienza in lealtà e doveri e diventiamo “PERSONE” o MASCHERE.” Santayana

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Non ti cerco più

ti porto lontano dal mio cuore,

ti conduco per mano fuori da me,

non sei più intriso di magia

per la tua dolcezza,

non mi incanti con i tuoi sguardi

lasciami finalmente sola con la mia vita,

con le mie scelte,

volerò senza ali distante da te

senza angeli che mi sollevano da terra

insegnandomi come volare

sarò nuda ma non avrò vergogna

la voce se ne andrà ma starò in silenzio

e avrò pace,

non toccarmi le mani

sarò fantasma per te

non dissimile da adesso,

sarai finalmente altro da me

e non ti cercherò

non ti ascolto più

scherzo incompreso

della vita ritorna via

lontano da me

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Sono stanca delle persone che mi prendono in giro, che dicono di amarmi a condizione che…, che pretendono che io sia un’altra persona più diligente e rispettosa del galateo e dei rituali sociali di saluti, auguri, ecc.

Sono stanca delle persone che fingono di amarmi, di chi tenta di ingannarmi, di chi pensa di trattare gli altri come zucche senza cervello e cuore

Sono stanca di te, della tua incapacità di porti nei miei panni e capirmi, del tuo non cercarmi

Sono stanca anche di te, che ti lamenti sempre dei parenti, che non cogli la diversità di valori come una ricchezza, che stai solo per non piangere

Sono stanca anche di quella parte di me che, nonostante tutto, continua a sperare che qualcuno possa cambiare, forse se cercassi altrove, beh ci posso provare, sarà difficile, ma ci voglio provare

Perchè vado bene così come sono, posso migliorare alcuni aspetti di me, ma sono felice di essere così, con le mie fragilità, debolezze, con la mia affettività e con il mio irresistibile anticonformismo!

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BRICIOLE

farfalla

Se un ricordo riuscisse ad affiorare, scavalcando le onde del passato e lanciato nel presente, si lasciasse trasportare nel mare dell’ attuale consapevolezza significante, potrei così scrivere ad una persona che mi ha delusa e confusa…

Tante volte mi sono chiesta perché

Ma non ho ricevuto altro che disillusione,

Se avessi saputo la verità,

le tue vere intenzioni,

non mi sarei abbandonata a te.

Sospiri misti al pianto hanno accompagnato troppe volte

la rivisita ai dolci ricordi,

ricoperti di una rabbia travolgente

che confonde il mio dolore

e non capisco se ti ho più odiato

per il male che mi hai fatto

o ti ho più amato per quegli attimi di paradiso

in cui temevo di perdere

me stessa, confondendo la mia anima sfumata con la tua.

Niente promesse, solo la pretesa di vivere l’attimo

Hai sempre pensato solo a te,

ai tuoi bisogni,

pensavi a me come oggetto da usare

e mi ritrovo qui ancora a parlarne

e Dio solo sa quanto ho raccontato e rinarrato questa esperienza,

cercando nuovi significati per quella storia troppo breve e bella per essere vera.

Niente riusciva a placare il mio dolore

e colmare il vuoto che avevi lasciato dentro me,

un vuoto troppo profondo

niente lo ha mai riempito,

nessuna spiegazione, giustificazione,

non ho mai capito perché tante bugie e illusioni.

Tu si l’ hai fatto,

sei fuggito senza darmi un perché

e restano briciole di ricordi

briciole, solo briciole,

ma che nessun vento riuscirà mai a spazzare via.

Soffrendo impariamo

ma non era necessario tanto dolore e poi la paura dell’ incontro con l’altro,

troppe conseguenze ingiuste immeritate.

Altre persone, altre storie si sono intrecciate

E mi hanno ridato la gioia della compagnia,

Tutto è cambiato e il sorriso è tornato ma

L’amaro di essermi lasciata illudere e gettare, è rimasto in fondo al cuore.

Nessuno sa perché

Il mondo è com’è,

Non ci resta che vivere

Nella consapevolezza che l’ incertezza è da sempre nostra compagnia di viaggio

E non ci deluderà di offuscarci la vista.

La sfida consiste nell’accettare questo gioco della vita

In cui pur tentando di nascondermi

Devo giocare,

a volte preferisco essere la scenografia piuttosto che l’attore

ma lo sfondo rimane dietro la figura.

Vorrei essere una figura ben definita, consapevole

che condivide il difficile cammino

con altre disperse anime che cercano un destino nuovo,

si ravvivano dal calore di una parola amica

e che vanno avanti grazie alla forza dell’ amore

che c’è per la vita stessa, per noi e per gli altri

sapendo che tutto potrà sempre cambiare,

nessuno ci toglie la possibilità di ripartire,

siamo noi viaggiatori solitari

che decidiamo dove andare

e con chi viaggiare

 

e allora amico di viaggio, grazie della strada percorsa al mio fianco,

in questa lettera volevo utilizzare le tue parole

per raccontare anche la mia storia

che sembra non discostare molto dalla tua.

Non so quanto tu abbia realmente vissuto tutto ciò,

alla fine sono solo canzoni da cantare, suonare e ascoltare,

vivere quelle esperienze

è un’altra cosa…

(Riflessioni ispirate alla canzone “La Verità” degli RGM-raggomitolamelo)

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