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Archive for the ‘viaggio’ Category

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Muore un altro giorno e assieme a lui muore una parte di me, credo.
Guardo indietro per andare avanti, diversamente.
Spengo i fanali e guido di notte sola, senza sapere che strada attraversare.
E arrivano, senza chiamarli, i miei pensieri che annebbiano la vista e mi impediscono di decidere la strada.
Un libro già scritto che continuo a riscrivere, con le stesse parole, sembra la mia vita.
Questa volta sarà diverso, mi dico, cercando di convincermi.
Chi riesce a sconfiggere la morte? è forse l’unica strada per perdersi e ricercarsi nuovamente, trovando se stessi?
Lascio orme dietro me e so che ogni orma lasciata non sono io, è il mio passato. Non cercarmi in quello che sono stata e io non ti cercherò nell’immagine che ho costruito di te.
Cammino dunque nel mio tempo, consapevole di essere terribilmente sola a confrontarmi con te. Nessuno può afferrarti al posto mio e metterti nel mio libro, assieme alle pagine più belle della mia vita.
Posso solo accettare questo rischio di correre, cadere, sorridere, cancellare le orme e ripartire di nuovo, avendo te come voce lontana che mi guida, mi sprona, mi confonde, mi ama, mi fa cadere, mi segue e mi sconvolge ogni volta, diversamente.

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è vuoto

questo diario è vuoto.

non ci sono emozioni da sciogliere, dubbi da coltivare, nè trame da dissipare.

non sento niente.

nessun rumore, nessuna emozione.

Il dialogo interno parla da solo, o forse si sta placando.

Quindi cosa mi resta?

Pensieri privi di me, atti immediati che prevaricano sull’umanità.

Un deserto attorno.

chi sta danzando attorno a me ubriacato di follia e vuote parole in questo ambiente snaturato?

Vuoto.

Solo una donna accanto spaventata della mia presenza improvvisa tra i suoi sogni e la mia insonnia.

Brucio tutto questo e si allontana la mia mente da questo porto di non speranze.

Chiudo la luce di questo faro.

Ora capisco perchè è buio e perchè non trovo il sentiero verso la conoscenza.

Lo troverò da sola.

Lascio gli altri perdersi in questo senza senso

e viaggio verso luoghi familiari di luci e affetti conosciuti.

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Ho respirato dei sogni nell’aria fresca profumata di neve, immaginando di realizzarli con coraggio e fiducia, anche se avere fiducia è un pò come morire, o almeno non ascoltare quella parte conservatrice che rassicura e respinge il cambiamento

Ho capito di andare bene così anche se non vado bene ad altre persone e che gli altri vanno bene così, anche se possono non andare bene a me

Ho conosciuto persone straordinarie per la bellezza del loro sguardo, mentre comprendono il mio e si avvicinano al mio mondo

Ho riletto delle relazioni come dono di Dio, incontri divini con menti giocose credenti nella bellezza della diversità

Ho ricominciato a credere nella leggerezza del pensiero positivo che mi porta ad amare un fiocco di neve caduto inatteso sulla mia mano mentre sono intenta a partire, mi fa contemplare il Sassolungo trasformato per l’occasione in un morbido pandoro, mi fa sentire padre Filippo camminare al mio fianco mentre ci avventuriamo alla scoperta delle cascate perdute ed i passi pesanti sprofondano nella neve

Siamo noi che decidiamo come trasformare l’esperienza vissuta assieme, in un quotidiano impegno verso l’apertura all’altro

Siamo noi che possiamo trasformare la nostra vita in poesia, soprattutto se c’è stata data una seconda possibilità per vivere e rivedere negli occhi l’amore delle persone care

“Ti sono vicino e ti capisco”: parole magiche che possono trasformare un intima paura, in un desiderio condiviso di incontro.

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Vi ringrazierei per la stima che mi dimostrate, perchè non avete mai voluto cambiarmi, perchè non litigate mai, vi ringrazierei per tante di quelle cose…
Quando entro in casa vengo circondata da un profumo intenso di funghi che mi fa sembrare di essere in un rifugio di montagna,
in agguato mi attende un gatto con gli occhi guardinghi, sembra una pantera nascosta dietro ad un albero pronta a sferrare l’ennesimo attacco,
seguono saluti e baci accoglienti, pronti a riscaldarmi dopo il lungo viaggio.
Scambio quattro chiacchiere
ed è questo il momento più significativo: scambiare quattro chiacchiere affondati sul divano senza dover pensare di adeguarsi a un modello di comportamento ideale, senza pensare troppo alle parole, chiacchierare con una coppia che ti ascolta
e sa ascoltare
ascolta ogni sciocco avvenimento: il ritardo del treno, il lavoro inatteso, il cliente soddisfatto, il cane addestrato, il temporale passato
ascolta e facilita la conversazione che diventa sempre più intrecciata di emozioni e ricordi
e poi arriva il momento di sedersi per la cena, è tutto pronto, come al solito, ad attenderci carotine, insalata, primo, secondo e dolce con la panna montata arricchita con sorrisi e risate.
Tutto qui,
è molto semplice entrare in casa e inserirsi nei discorsi
perchè qualsiasi cosa dici va bene,
perchè lì non è mai colpa di nessuno,
esistono solo diverse prospettive e punti di vista.
Arrriva il freddo serale, il gatto appollaiato sopra al termisofone,
il buio avanza e in casa cala una calma riposante e non è difficile vedere due persone appisolarsi sul divano, ancora sedute, fingendo di guardare ancora la televisione e il gatto diventa una borsa dell’acqua calda e un ottimo sonnifero.
Forse l’ospite interrompe la quiete, per ricordare il suo ruolo di ospite e quindi degna di maggior considerazione,
ma è giunta la sera e la voglia di uscire svanisce per prendere il posto ad una passiva e rilassante serata davanti alla tv, riscaldati dalla stretta vicinanza, dopo tanto tempo.
Quella notte cittadina riserva qualche rumorosa sveglia, ma poi ci si abitua.
Il mattino inizia con un probabile sorriso e la fatidica domanda: “dormito bene?”. La colazione con lo yogurt e i biscotti diventa una prospettiva allettante, per non parlare dell’infuso speciale, portato ad ebollizione con una fiamma debole che risveglia, a suo modo, la mente dopo quei lunghi e complicati sogni.
E siamo ancora pronti a parlare
di qualsiasi cosa, di qualunque argomento
e anche il silenzio è ben accetto:
vado bene così, mi vesto di un ruolo nuovo,
non devo recitare di stare bene con loro,
non devo dimostrare di saper fare,
quel che conta è che io sia lì!

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“Poi potresti capire cosa vuoi veramente, anche se non sarai proprio capace di farlo accadere.

Molto presto, tuttavia, la risposta ti colpirà in piena faccia. Proprio come quando sei a metà strada per la spiaggia e improvvisamente ricordi che hai lasciato il ferro da stiro acceso a casa.

E quando saprai, o almeno avrai il sospetto di sapere, cosa fare della tua vita, fallo!

Spicca un folle salto nel buio se è il caso,

poi, non appena tocchi il suolo, corri, perchè non hai un secondo da perdere.”

Da “Il senso della vita” di Bradley Trevor Greive

Ma stai ancora leggendo?

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Goditi ogni raggio di sole,

ogni goccia del mare,

ogni cibo fragrante e strano,

ogni parola amichevole

accompagnata da un sorriso,

e quando di notte ti troverai

a scrutare il cielo trapuntato di stelle

in cerca della più luminosa e bella

e vedrai le nuvole argentate

danzare accanto a quella falce di luna,

pensa a chi ti aspetta

e rende vivi i ricordi per sentirti vicino

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Trovo la musica in sintonia con le mie emozioni

al ritmo del mio cuore,

amplifica le sensazioni che provo in questo momento

la ascolto ed entra senza resistenze dentro la mia anima,

questa musica evocativa accompagna il viaggio verso te

e mi lascio attraversare da essa come una montagna

che accoglie il suo ruscello.

Un incontro fugace di sguardi tra chi attende l’arrivo,

troppo imbarazzante e invadente guardare le persone negli occhi,

meglio osservare fuori dal finestrino,

persi a scrutare chissà quale desiderio

osserviamo le immagini dell’ambiente

che cambia apparentemente interessati, come se vedessimo un film:

l’alternarsi di alberi lascia intravedere in lontananza le montagne blu

che ora si nascondono dietro le case

e corro verso te superando la distanza che ci divide.

Un dolce pianoforte accompagna il mio viaggio

rendendomi improvvisamente vicina al tuo cuore.

Chiudo gli occhi e sono subito da te,

lascio l’immediatezza del presente

per entrare in una dimensione senza tempo,

mi perdo in essa alternando differenti stati di coscienza

mi lascio cullare dai ricordi di Selva,

diapositive di avventurose esperienze con te…

ti porterò sempre dentro me

e te lo dimostrerò con le mie azioni quotidiane

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